Buon lunedì a tutt*!

Spero che abbiate passato un sereno fine settimana natalizio! ^^ Così oggi sarete pronti per la mazzata di citazione che vi propongo oggi: si parla di guerra in Iraq e il romanzo dal quale è tratta è Yellow Birds di Kevin Powers.

Da allora, a Malik non ho più ripensato molto. Era una figura accessoria, e sembrava esistere solo in relazione al fatto che io ero sopravvissuto. All’epoca non avrei saputo esprimerlo a parole, ma ero stato addestrato a pensare che la guerra fosse la grande unificatrice, che avvicinasse le persone più di ogni altra impresa al mondo. Cazzate. La guerra è la massima creatrice di individualismi: come pensi di salvarmi la vita, oggi? Morire sarebbe un modo. Se muori tu, aumentano le probabilità che non muoia io. Non essere niente, ecco il segreto: una divisa in un mare di numeri, un numero in un mare di terra. E noi in un certo senso eravamo convinti che quei numeri esprimessero la nostra irrilevanza. Che rimanendo anonimi non saremmo morti. Confondevamo la correlazione con il rapporto causa-effetto, e scorgevamo un significato particolare nelle foto dei morti, disposte in bell’ordine accanto al numero che li posizionava nel sempre più lungo elenco di vittime che leggevamo sui giornali, come indizi di una guerra ordinata. Avevamo la sensazione, avvertibile soltanto nella breve scintilla tra sinapsi e sinapsi, che quei nomi fossero finiti nell’elenco molto prima che i morti arrivassero in Iraq.

Bartle ha promesso di riportare Murphy a casa intero. Non ce l’ha fatta. Questa è la sua colpa.
Il racconto straziante dell’amicizia fra due ragazzi, una storia sulla perdita dell’innocenza destinata a diventare un grande classico contemporaneo.
Partiti a diciott’anni. Talmente impreparati, talmente ingenui da credere che insieme ce l’avrebbero fatta.
Bartle è devastato dal senso di colpa. Per non avere impedito che Murphy morisse. Per non essere riuscito ad attenuare la brutalità e l’orrore della guerra. Ora che è tornato a casa, vede Murphy ovunque. Insieme alle altre immagini dell’Iraq: i cadaveri che bruciano nell’aria pungente del mattino, i proiettili che si conficcano nella sabbia, le acque del fiume che ha inghiottito il loro sogno. E il tormento per la promessa che non ha saputo mantenere non gli dà pace.

Annunci