Secondo il parere di autorevoli studiosi, la vera unificazione culturale d’Italia è stata resa possibile solo dall’avvento della televisione. Eppure poco è stato scritto, sino a ora, sulla natura del cambiamento che nuove tecnologie, social network e digitalizzazione hanno impresso sul nostro linguaggio e sul nostro modo di vedere il mondo. Con l’Atlante delle cose nuove, Andrea Girolami, esperto di tecnologia e comunicazione, traccia le rotte da seguire per stare al passo con i tempi. Un’illuminante e agile guida non solo per chi si sente smarrito tra sigle e termini tecnici, ma anche per quei lettori che, più disinvolti con la tecnologia, sentono però la necessità di orientarsi rispetto a parole già familiari che hanno assunto nuovi e inattesi significati.


Sono rimasta piacevolmente sorpresa da Atlante delle cose nuove: non che quando l’ho preso in prestito mi aspettassi una ciofeca, ma di certo un libro più goliardico che didascalico. Le aspettative sono una gran brutta bestia. In questo caso, comunque, poco male: già alla prima voce dell’atlante (“Anonimato”) mi sono resa conto di aver preso una cantonata e ho corretto – mentalmente – il tiro.

Atlante delle cose nuove, infatti, prova davvero a mettere per iscritto e codificare il nuovo significato di vecchie parole in quest’era tecnologica. Perché, diciamocelo, eremiti a parte, ci siamo tutti dentro fino al collo: tanto vale cominciare a capire davvero di cosa facciamo parte. E quale modo migliore per iniziare se non prendere questi nebulosi concetti che abbiamo in mente e racchiuderli in una parola?

Andrea Girolami ci dice che chiunque di noi usi quotidianamente nuove tecnologie e social network ha nella sua testa una vaga idea di cosa questo significhi e comporti. Solo che molto probabilmente stenterebbe a tradurre queste vaghe idee in unità lessicali.

Chi se ne frega? Mah, insomma… Non so voi, ma io su Facebook continuo a vedere gente che posta “avvisi di privacy” et similia: queste persone, oltre a non sapere cosa ci sia scritto nelle condizioni di utilizzo del social network, non hanno forse qualche problemino con il nuovo concetto di privacy?

Ecco, Atlante delle cose nuove è un buon punto di partenza per iniziare a fare mente locale: dico così perché al suo interno sono citati molti testi, film, canzoni o siti internet con i quali approfondire i vari concetti o da guardare e/o leggere con sguardo diverso.

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