Ciao a tutte e tutti.

Quello che è appena trascorso non è stato il fine settimana spensierato che mi ero immaginata. Non c’è bisogno che vi dica quanto ciò che è accaduto a Beirut e Parigi sia stato terribile.

I miei pensieri vanno a chi è rimasto. Ai sopravvissuti. Ai feriti. Alle famiglie e agli amici dei defunti. A tutti coloro che scappano da chi ha abdicato alla ragione ed è forse ormai incapace di vedere oltre il velo della mistificazione.

Ho pensato più del solito a quale citazione postare stamattina, poi mi sono detta, Fanculo, pubblicherò quella che avevo in programma prima che accadesse tutto questo.

Ecco quindi a voi la citazione, tratta da Sorellenza stregonesca di Terry Pratchett.

Nonna Ogg si massaggiò le dita per farvi scorrere nuovamente il sangue.

“Per Hoki, quella donna ha una mascella che sembra un’incudine”, disse. “Che hai detto?”

“Ho chiesto, che ne è della regola di non immischiarsi nella politica?” ripeté Magrat.

“Ah”, disse Nonna Ogg. Prese la ragazza sotto braccio. “Il fatto è”, le spiegò “che mentre procedi nell’Arte, imparerai che esiste un’altra regola. Esme le ha obbedito per tutta la vita.”

“E di che si tratta?”

“Quando devi infrangere una regola, infrangila di brutto”, rispose Nonna Ogg e sogghignò, mostrando una fila di gengive che erano quasi più minacciose di denti.

“Il vento ululava. I lampi pugnalavano la terra a casaccio come inefficienti assassini. Il tuono rombava e rimbombava. Al centro di questa tempesta di elementi c’era un fuoco che ardeva, tra i cespugli di ginestra gocciolanti, come la follia nell’occhio di una donnola. Esso illuminava tre figure accovacciate. Mentre il calderone ribolliva, una voce anziana gracchiò: ‘Quando c’incontreremo di nuovo noi tre?'”. Terry Pratchett racconta una storia che si svolge tra streghe, molti re, pugnali, corone, tempeste, nani, gatti, buffoni, boia, troll, festeggiamenti.

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