Buon venerdì a tutti e tutte! ^_^

In questo tardo pomeriggio di venerdì pre-Halloween, mi va di inaugurare una nuova rubrica, Ho visto robe, che vuole chiacchierare della parte strettamente visiva dei libri, cioè delle loro copertine. È vero che ciò che conta è il contenuto del libro, ma alle volte le scelte grafiche delle CE mi danno da pensare.

Il romanzo che mi ha fatto pensare di creare questa rubrica l’ho già letto in lingua originale e in italiano sarebbe già uscito a settembre, ma per quella strana ed equivoca casa editrice che risponde al nome di Mondolibri. Sto parlando di Le Ombre di J.R. Ward, tredicesimo volume della serie della Confraternita del Pugnale Nero e che potrete trovare in libreria a partire dal 19 novembre pubblicato da Rizzoli.

Chi mi segue da un po’ sa già che ho perso la testa per questa serie e che quindi non ci si può aspettare un parere anche solo lontanamente oggettivo da me.

Ma di questa copertina dobbiamo proprio parlare. Le fan si lamentano da sempre delle scelte della Rizzoli per quanto riguarda le copertine affibbiate a questa serie. Siamo partiti con copertine che richiamano Twilight&figli, poi le hanno cambiate con una versione New Adult più alla moda. C’è stata una polemica feroce sulla pagina Facebook della CE quando hanno scelto di mettere un uomo e una donna sulla copertina de Il cerchio degli amanti, che aveva come protagonisti una coppia di uomini.

Scott Bernard, modello. Fonte: Pinterest

Adesso siamo arrivati al bel fustacchione di Le Ombre. Niente da dire, fa bene agli occhi, è tanta roba, ma… il protagonista del romanzo è nero. Quindi perché il tipo in copertina è bianco? E perché nessuno stavolta lo ha fatto notare a Rizzoli?

Per quanto riguarda la prima domanda, possiamo pensare che un nero muscoloso si sarebbe confuso con lo sfondo, anch’esso nero. Oppure che abbiamo preso il primo bel manzo che sia capitato loro a tiro e ce l’abbiamo piazzato senza curarsi del contenuto del romanzo (e questa “casualità” è abbastanza comune per titoli e copertine in Italia). Voglio dire, un bel manzo è un bel manzo, di qualunque colore egli sia. Avranno pensato che le donne, destinatarie principali anche se non esclusive di questa serie, si sarebbero accontentate di ciò che passava il convento.

C’è però una terza possibilità, un po’ più inquietante e che riguarda noi lettori molto da vicino.

Copertina originale del romanzo

Potrebbe essere che un nero in copertina non avrebbe attirato l’occhio del possibile acquirente (bianco) quanto un bianco.

Voglio dire, e mi riallaccio anche alla seconda domanda (perché nessuno stavolta lo ha fatto notare a Rizzoli?), noi lettori bianchi immaginiamo protagonisti bianchi. Diamo per scontato che, se un autore non rivela le origini del suo personaggio (e a volte nonostante questo), egli sia bianco.

Ora questo non ci rende tutti degli orridi razzisti, ma di certo dei lettori (e forse anche degli scrittori e delle CE) biancocentrici: a me personalmente vengono in mente pochi libri con personaggi neri, ancora meno quelli nei quali sono protagonisti. E scritti da neri? Una débâcle.

Certo, siamo tutti esseri umani, non è proprio il caso di mettersi a fare tanto i difficili per le differenze di colore di pelle, ma proprio per questo sarebbe bello ascoltare la voce di tutti, a pari merito. In un mondo così multiculturale, non è triste continuare a pensare solo in ottica di bianchi? Immaginare automaticamente i personaggi dei libri simili a noi?

Mi sto facendo solo delle paranoie prefestive? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

Vi auguro un fine settimana da paura! 😀

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