Buon venerdì a tutte e tutti! ^_^

Questo è un nuovo post sui miei più recenti acquisti, che – ma cosa ve lo dico a fare? – anche questa volta sono imbarazzantemente tanti. A mia discolpa – anche se non ci crede nessuno – dirò che quei birbaccioni di BookRepublic mi hanno messo come editore del mese prima Sur, poi UTET (ancora in corso, se siete interessati), senza farci mancare una giornata di sconto per Iperborea nel mezzo.

Voi non avete idea (anche se ce l’avrete presto) della quantità abnorme di libri pubblicati da queste case editrici io tenessi d’occhio in attesa di un provvidenziale sconto. Peccato che la provvidenza abbia pensato bene di metterli in sconto quasi in contemporanea, mannaggia! La mia carta sta ancora fumando…

Quindi, mettetevi comodi (ne avremo per molto, temo) e iniziamo la lista. Iniziando con Sur (che, detto per inciso, ha delle copertine molto, molto belle e, a occhio e croce, pertinenti con il contenuto del romanzo, cosa non proprio scontata in terra italica), il primo libro finito nel mio e-reader è Niente miracoli a ottobre di Oswaldo Reynoso. Ora, sono totalmente, o quasi, digiuna di letteratura sudamericana (uno dei motivi per i quali puntavo la Sur da tempo), ma nella trama c’è scritto che Niente miracoli a ottobre, quando fu pubblicato, risultò osceno e offensivo: di solito è una buona premessa.

Poi ho preso Il marmo di César Aira perché ha un avvio assolutamente accattivante: Non avendo moneta per dargli il resto, il cassiere di un supermercato offre al protagonista del romanzo la scelta fra una miriade di cianfrusaglie. Rassegnato, l’uomo pesca a caso una confezione di pile made in China, un occhio di plastica, una forcina dorata, un anello di bigiotteria e una macchina fotografica grande quanto un dado. Ignora che di lì a poco lo attende un’avventura incredibile, in cui ciascuno di quegli oggetti apparentemente insignificanti si rivelerà invece – per sua fortuna e per lo spasso del lettore – indispensabile per procedere nel suo percorso a ostacoli. 

Purgatorio di Tomás Eloy Martínez l’ho preso perché tratta il tema dei desaparecidos in Argentina. Dalla trama sembra un romanzo molto particolare, in bilico tra sogno e realtà, verità e speranza. Un po’ come i desaparecidos, che non sono né vivi né morti, ma intrappolati in un mondo di mezzo, un limbo che non può dar pace a chi ancora li cerca.

Di Tomás Eloy Martínez è anche Santa Evita, incentrato sulla figura di Eva “Evita” Perón, ancora oggi fondamentale per capire la politica argentina.

Poi ho preso Raccattacadaveri di Juan Carlos Onetti: un titolo che è tutto un programma. Ditemi voi come si fa a resistere a un titolo tanto intrigante! Raccattacadaveri è il soprannome del protagonista (definito “maestosamente meschino”) e il romanzo è incentrato sul suo desiderio di aprire un bordello contro l’opinione del prete, delle moglie e dei benpensanti suoi concittadini. In teoria, dovrei averlo già letto, ma sono cronicamente incapace di programmare le mie letture…

Di Juan Carlos Onetti ho preso anche Gli addii, un romanzo sulla malattia, su un corpo traditore che porta alla sconfitta e alla morte.

Poi ho preso Non sapevamo giocare a niente di Emma Reyes, pittrice: si tratta di un libro che raccoglie la corrispondenza (ventitré lettere, per la precisione) della donna con Germán Arciniegas, suo amico. Non l’avevo mai sentita nominare prima di imbattermi in questo libro, quindi sono andata completamente a naso.

L’ultimo libro Sur che ho preso è La città assente di Ricardo Piglia. Sembra uno di quei romanzi che si divertono a giocare con un generi, creando qualcosa di nuovo. In particolare, si presenta come un mix di poliziesco, fantascienza e storia d’amore.

Il primo romanzo del saccheggio in Iperborea, invece, si intitola Calila e Dimna: in questa edizione, è stato rielaborato da Kader Abdolah, ma si rifà alla stessa tradizione che ci ha consegnato le Mille e una notte, che ho letto tempo fa e ne ho un ottimo ricordo.

Poi ho preso Niels Lyhne di J. Peter Jacobsen: l’ho “incrociato” diverse volte e mi incuriosisce molto. Non so praticamente niente di questo romanzo, ma il fatto che abbia attirato l’attenzione di Mann, Rilke e Zweig mi sembra promettente.

Fiabe lapponi l’ho preso perché le fiabe mi piacciono tantissimo e sono molto curiosa di leggerne di lapponi. Non so una cippa di cultura lappone, quindi spero di capirci qualcosa, visto che le fiabe sono fortemente legate al popolo che le racconta…

Poi ho preso Gente indipendente di Laxness Halldór: questo non mi ispirava particolarmente, ma ha un rating davvero molto alto su Goodreads e stavolta ho voluto fidarmi del giudizio altrui.

Anche l”ultimo Iperborea che ho preso ha un alto rating su Goodreads ed è Il libro dell’estate di Tove Jansson. Sembra un romanzo molto luminoso, positivo e vitale. Si tratta del dialogo tra una nonna e sua nipote riguardo agli aspetti della vita, dell’amore e della morte.

Tra gli UTET, ho preso Perv di Jesse Bering, un viaggio (a quanto si legge dalla quarta, anche ironico) nelle perversioni, meglio dette parafilie, dell’essere umano (ma anche del mondo animale). Pare che il signor Bering ne abbia per tutti, quindi mi aspetto un libro molto interessante.

Poi, visto che ultimamente l’ho visto pubblicizzato in ogni dove, ho preso pure Caterina la Magnifica. Un’italiana sul trono di Francia di Andrea Santangelo, Lia Celi. Di Caterina si è parlato e straparlato e proprio per questo Santangelo e Celi, due storici, si sono messi alla ricerca della “vera” Caterina, per quanto fosse possibile ricostruirne la figura storica. Sono molto curiosa, visto che Caterina sembra aver influenzato un numero incredibile di ambiti.

Sulla scia di Caterina, presa da un bizzarro interesse per le monarche, ho preso anche Elisabetta, l’ultima regina di Vittorio Sabatin.

Non è né Sur né UTET né tanto meno Iperborea, ma l’ho preso tanto ne ho sentito parlare bene: sto parlando de L’estate del cane bambino di Laura Toffanello e Mario Pistacchio, edito da 66thand2nd. Davvero, non sono riuscita a trovare un solo parere negativo, i commenti vanno da “bellissimo” a “capolavoro”. Vedremo.

Infine, ho preso anche L’ignoranza delle persone colte di William Hazlitt, un saggio umoristico degli anni Venti dell’Ottocento apparso “a puntate” sul London Magazine. L’avevo occhieggiato da tempo e sembra molto divertente, pieno di umorismo inglese, e promette di essere ancora attuale. È stato pubblicato da Fazi Editore.

Ebbene, questo è quanto. Non ho contato quanti ebook sono (preferisco rimanere nella beata ignoranza in questo caso 😀 ), ma spero di avervi dato qualche spunto di lettura interessante. Fatemelo sapere nei commenti (anche la vostra opinione su qualche titolo, naturalmente, se ne avete già letti)!

Buon fine settimana! 🙂

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