Buon inizio di settimana a tutti e tutte! ^^

Questo lunedì vi propongo una citazione da La danese di David Ebershoff, che sto trovando un libro dalla narrazione estremamente delicata, fatta quasi sottovoce.

In quel momento il suo amico sembrava aperto a tutto. Einar si spostò rapido verso di lui mentre l’unica striscia di nuvole nel cielo si dissolse: il sole cadde sul viso dei ragazzi e allora, nell’attimo stesso in cui Einar avvicinò il ginocchio ossuto a quello di Hans, una rabbiosa raffica di vento strattonò l’aquilone e la spoletta si sottrasse alla presa delle sue gambe. I ragazzi guardarono l’aquilone navigare sopra gli olmi, sulle prime sollevandosi, ma poi precipitando nel centro nero della palude, che lo ingoiò come se fosse pesante quanto una pietra.

“Hans” disse Einar.

“Non importa” fece Hans, con la voce ridotta a un sussurro sbalordito. “Basta che non lo dici a mia madre.”

Copenaghen, anni Venti. Greta è una giovane americana iscritta all’Accademia delle Belle Arti. Lì conosce Einar, il suo timido e taciturno insegnante, di cui si invaghisce. I due giovani si sposano e dedicano la loro vita comune alla pittura. Greta si specializza nei ritratti e quando una sua amica non può posare per gli ultimi ritocchi, Einar si presta come modello. Indossati gli abiti femminili, il pittore finisce per immedesimarsi a tal punto da assumere un’altra identità e il nome di Lili. Da quel giorno Lili compare sempre più spesso nella vita privata e sociale della coppia fino alla decisione definitiva di Einar di affrontare un’operazione chirurgica per diventare donna.

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