Buon lunedì a tutti e tutte!

Questo ultimo giorno del mese vi propongo una citazione da Fuori registro di Domenico Starnone, che ho letto questo fine settimana: è stato un simpatico balzo indietro agli anni del liceo.

Oggi c’è stata un po’ di confusione. È entrata una mia alunna. Per giustificarmi posso solo dire che ero stanco e da qualche mese ho scoperto di avere il colesterolo alto. Le ho fatto una scenata: perché si era attardata come al solito a sfumacchiare per i corridoi? che cosa aveva combinato tanto tempo fuori? era caduta nella tazza del cesso?

“Ma,” lei ha provato a dirmi.

“Una parola sola e ti mando dal preside,” l’ho minacciata.

Poi mi sono accorto dalle risatine della classe che stavo sbagliando anno scolastico. Era sì una mia alunna e quello – casualmente vuoto, oggi – era il suo banco; ma in un altro tempo, non adesso. Quando?

L’ho abbracciata, l’ho baciata pensando: come si chiama, chi è?

Tra tutti i ripetenti, l’insegnante è il più ripetente di tutti. Gli studenti, come sassi di una fionda, fanno un po’ di giri e poi finiscono via. L’insegnante resta, anno scolastico dietro anno scolastico, imbambolato dalla giostra su cui è salito a sei senza sapere che non ne sarebbe sceso più. Un insegnate pluriripetente racconta qualche giro sulla ‘giostra scuola’. Ne vengono invenzioni buffe praticamente vere. Un’allieva che cambia continuamente nome per confondere il suo insegnante. Un amore infantile nato tra “Pianto antico” e “Chiccolino dove vai”. Un docente svampito braccato dai fantasmi senza nome dei suoi studenti. Un corso interdisciplinare più attento al Moro di Venezia che a un giovane studente nigeriano. Una fuga attraverso aule e corridoi di un insegnate che non vuole pianificare il suo lavoro. Il Novellino di un’istituzione – la scuola media superiore – freneticamente immobile.

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