Buon inizio di settimana a tutti e tutte!

Questo fine settimana l’ho passato in compagnia dell’ispettore Lynley e del sergente Havers alle prese con la loro terza indagine, Scuola omicidi. Che dire… Elizabeth George ha colpito ancora una volta: se amate i gialli, vi consiglio caldamente questa serie! Eccone un assaggio: un paio di nomi sono “oscurati” giusto per evitare un blando spoiler.

Era stato ammonito due volte per ubriachezza. Una terza ammonizione e sarebbe stato espulso. Così aveva portato deliberatamente una bottiglia di gin in camera, perché in qualche modo il gin sembrava la cosa peggiore che potesse bere, il più indicato per un irrimediabile sfacelo, e ne aveva bevuto quasi metà. Perché voleva essere espulso. Perché voleva tornare a casa. Perché non sopportava di stare lontano dalla madre e dai fratelli mentre suo padre stava morendo. Se l’espulsione era il solo modo per tornare a casa, che importanza poteva avere deludere la sua famiglia mentre questa stava già soffrendo tanto? Così si era ubriacato. Ma invece del direttore, era stato **** a scoprirlo. Rammentava l’ansia sul volto di **** mentre cercava di decidere cosa fare con il suo compagno che giaceva semistordito sul letto. Se avesse chiamato il direttore, questi avrebbe applicato le regole della scuola. Qualunque altra iniziativa da parte sua sarebbe stato un rischio per lui. Lynley ricordò di aver aspettato con gioia che **** facesse il passo che lo avrebbe rovinato. Ricordò la sua triste soddisfazione quando il ragazzo lasciò la stanza. Ma poco dopo **** ritornò con °°°°, non con il direttore. I due si erano sbarazzati della bottiglia di gin, l’avevano messo a letto e l’avevano giustificato in classe.
Viviamo tutti secondo dei codici, pensò. Li chiamiamo morale, valori, etica, come se facessero parte del nostro patrimonio genetico. Ma erano solo dei comportamenti che ci imponeva la società e c’erano momenti in cui certe convenzioni andavano sfidate, perché era giusto così.

L’atmosfera tranquilla del romantico cimitero di Stoke Poges, nella campagna inglese, s’infrange bruscamente in un freddo pomeriggio di marzo, quando ai piedi di un albero Deborah St. James trova il corpo senza vita di un ragazzo. Intanto, nell’esclusivo collegio di Bredgar Chambers il tredicenne Matthew Whateley pare essersi volatilizzato. Mentre da un lato la polizia di Stoke Poges indaga sul macabro ritrovamento, l’ispettore Thomas Lynley arriva a Bredgar chiamato da un insegnante, suo ex compagno di scuola, che si rivolge a lui per evitare uno scandalo. Ma le indagini dell’ispettore e del sergente Barbara Havers si scontrano con un ostinato silenzio, e, quando il corpo viene identificato e risulta chiaro che Matthew è stato torturato e ucciso, Lynley comprende che la soluzione dell’enigma vada cercata all’interno dei chiostri quattrocenteschi della scuola.

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