Qual è il suono dell’amore? E chi può sentirlo risponderà al suo richiamo?
Per riprendersi da una ferita ricevuta in seguito a una sparatoria, l’agente di polizia Jordan Waters ha cambiato città e lavoro. In altre parole, è solo. Il suo primo istinto è quello di alleviare l’ansia tramite il sesso senza impegno – fino a quando non conosce un uomo così diverso da lui e dagli altri che ha incontrato da farlo vacillare per la prima volta.
Il poliziotto volontario Sebastian Sumner sarà anche sordo, ma la sua forza d’animo, la sua sincerità e il suo senso dell’umorismo gli danno la forza per superare ogni difficoltà – persino le barriere che Jordan Waters ha eretto attorno al proprio cuore. Ma la sfida più grande viene dalla sua famiglia. Riuscirà a fidarsi di Jordan e dargli il suo cuore, oppure il modo in cui è stato cresciuto gli impedirà di sentire il suono dell’amore?


Dalla trama, Il suono dell’amore sembrava uno di quei libri tanto pucciosi che adesso mi sarebbe proprio andato. E grazie a Sebastian lo sarebbe pure stato… purtroppo, però, c’era anche Jordan.

Passo indietro. Sebastian e Jordan sono i protagonisti di questa storia: il primo è sordo e lavora come poliziotto volontario, mentre Jordan è stato appena trasferito in un’altra città dopo essere rimasto ferito in un conflitto a fuoco. Sebastian è, più o meno, il classico bravo ragazzo, mentre Jordan zoccoleggia allegramente in giro e fa lo stronzetto quando si annoia.

Con Sebastian non ho avuto grandi problemi, mi ci sono trovata bene, ma Jordan avrei voluto radiarlo dal romanzo una pagina sì e l’altra pure. Avete presente una lagna? Ecco, Jordan è la quintessenza della lagna. A peggiorare la situazione c’è anche il fatto che l’intero romanzo è narrato dal suo punto di vista. Vi troverete più di una volta a rimpiangere i bei tempi in cui zoccoleggiava ed era quindi troppo impegnato per pensare troppo.

C’è anche da dire che ho avuto l’impressione che Jordan fosse un aborto di personaggio. Ogni tanto (e a volte quasi a sproposito) la Laine ci spara un dettaglio su lui e poi lo lascia lì. Per esempio, la faccenda dei tatuaggi. È un aspetto importante di Jordan, ma l’autrice lo butta lì, a casaccio. È come se ci volesse dire: so che Jordan potrebbe essere un bel personaggio, ma io non ho voglia di farvelo piacere.

So che è il primo di una serie e la SiPriLi è sempre lì, in agguato, ma così è troppo: sarebbe stato meglio spostare la questione tatuaggi nel secondo libro e trattarla con l’attenzione che meritava.

2 stars smaller

Annunci