L’eresia dei Catari, o “puri”, fu l’incubo del papato agli albori del secondo millennio. risoluta a diventare il primo potere del mondo occidentale, la Chiesa Cattolica decise con fredda determinazione di occultare il Sapere – religioso, filosofico, scientifico – e di sterminare chiunque si opponesse al suo progetto. In questo romanzo storico, sullo sfondo della tragedia dei catari e del genocidio occitano tra il XII e il XIII secolo, si svolge la lotta di un uomo per la libertà di pensiero. la tragica vicenda di giordano nemorario, la cui vera identità fu volutamente occultata anche dalla storia ufficiale della scienza, viene ricostruita percorrendone le tracce e inseguendone il mistero.
il gigantesco rogo che il 16 marzo 1244 arse vivi gli ultimi martiri catari, non riuscì a bruciare tutte le “chiavi del sapere”: e ora finalmente, è possibile ricucire un percorso che conduce alle radici stesse della cultura occidentale.


In Eresia pura si parla di libertà di culto e di libertà di pensiero, diritti con i quali la Chiesa romana non è stata particolarmente accomodante per molto tempo (e ancora oggi non ha ancora perso il vizio di voler limitare certe libertà).

L’autore, Adriano Petta, storico specializzato in storia medievale e storia della scienza, ha scritto un romanzo sullo sterminio dei catari, eresia che indusse la Chiesa a scatenare contro di loro una crociata e a massacrare migliaia di persone. Per narrare di questi massacri, Petta usa la figura di un matematico dalla figura storica sfuggente, Giordano Nemorario, al quale si devono, per esempio, gli studi sul piano inclinato.

Ora, io sono tra coloro che non vedono di buon occhio l’ingerenza della Chiesa nella vita delle persone, soprattutto di coloro che non sono cattolici. Quindi un romanzo che non parla bene della Chiesa a causa della sua ossessione di eliminare chi dissente dai suoi principi e linee guida mi trova d’accordo.

Questa volta, però, c’era qualcosa che stonava. Ci ho messo un po’ a capire cosa fosse: non riuscivo a visualizzare il periodo storico. Intendo dire che, per quanto mi riguarda, Eresia pura avrebbe potuto essere ambientato ai nostri giorni, in uno stato nel quale le persone vengono ancora perseguitate per il loro credo religioso o per le loro idee.

Credo che a darmi quest’idea di anacronismo siano stati i dialoghi, che ho trovato sorprendentemente moderni. Forse un po’ troppo moderni per il XIII secolo. È vero che lo scopo di Petta era di parlare del conflitto tra fede e ragione che ancora ci ammorba ricorrendo a vicende storiche, ma da lettrice ho davvero sentito la mancanza di una ricostruzione storica più accurata.

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