L’ultima volta che lo videro, l’inetto mago Scuotivento, protagonista dei primi due episodi della saga, stava precipitando oltre l’orlo del Mondo Disco. Ora, misteriosamente, ritorna a farsi vivo, portando con sé il Bagaglio vivente. Ma non è tutto. C’era una volta l’ottavo figlio di un ottavo figlio, che era, naturalmente, un mago. E, come se la cosa non fosse già abbastanza complicata, si dice che il mago avesse avuto a sua volta otto figli. L’ottavo era un mago, anzi uno stregone dai grandi poteri che avrebbe portato non pochi guai nel pazzo Mondo Disco.


Credo che Stregoneria sia uno dei libri sull’essere umano più belli che abbia mai letto nella mia vita. Terry Pratchett era maledettamente bravo a parlare degli umani vizi e delle umane virtù.

Come l’eroismo, che, a ben vedere, può rientrare in entrambe le categorie. Fare gli eroi, a patto di uscirne vivi, ci piace un sacco. E, se proprio bisogna morire nel tentativo, che almeno si parli di noi, che le nostre gesta siano narrate in grandiosi poemi e che nostre statue siano sistemate nelle piazze centrali. Così la pensa il povero Scuotivento, mago incapace amante della noia più noiosa, che, suo malgrado, si ritrova sempre in avventure pericolosissime e per niente noiose, pensate un po’! E non importa che tenti di spiegare ai suoi interlocutori che lui proprio non è tagliato per le situazioni potenzialmente letali. Ci ha provato, ma non capisce come funzionino.

Figuriamoci se si ritrova invischiato nel Trionfo dei Giganti del Ghiaccio, nell’Apocalisse, nell’Ora del Tè degli Dei con la fastidiosa consapevolezza di essere l’unico mago, benché inetto, in grado di fare qualcosa per evitare la catastrofe. Per fortuna è stato “aiutato” dalle circostanze, che hanno visto Morte e i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse appiedati dal furto delle loro cavalcature, nonché dalla dimenticanza di questi ultimi, dimenticanza indotta dai piaceri dell’alcol…

Tuttavia, ciò che ha davvero aiutato Scuotivento a salvare il mondo è stato il suo cronico essere dovunque fuori posto nel mondo. Tutti vi direbbero che affrontare uno stregone capace di aprire uno strappo nella sua dimensione armati di un mattone infilato in un calzino sia quanto meno fuori luogo. O, almeno, fuori di testa.

Eppure salverà il mondo (leggi: metterà in moto eventi che condurranno alla salvezza del vecchio, caro mondo). Perché? Perché, una volta appurato che le soluzioni consuete non funzionano, sarà salutare passare a quelle non convenzionali. Come un mattone in un calzino, che è così ridicolo da distogliere l’attenzione di uno stregone soggiogato dal suo strumento-di-potere-barra-padre-padrone in modo da fargli vedere il mondo dalla sua personale prospettiva.

Sembra assurdo (come la sfida Mattone Nel Calzino contro Bastone Da Stregone… o l’ho già detto?), ma è sorprendente vedere quanto ancora oggi ci facciamo inibire dagli altri, lasciando loro determinare la nostra vita senza neanche rendercene conto. E, come dice Scuotivento, gli altri riescono sempre a fare la cosa sbagliata nei nostri confronti. Già è difficile capire chi siamo e cosa vogliamo, figuriamoci se si intromettono pure tizi a caso con presunti manuali delle istruzioni. Che poi, diciamocela tutta, il manuale delle istruzioni del frullatore non vi aiuterà a capire come funziona il vostro frigorifero…

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