Buon lunedì a tutti e tutte! Questa settimana vi propongo una citazione da Beowulf, nella traduzione italiana (Luca Manini) della traduzione di Tolkien. Si tratta delle parole di Beowulf, interrogato dalla sentinella degli Scylding a guardia delle scogliere presso il mare.

A lui, allora, rispose il capo, colui che guidava la compagnia, aprendo lo scrigno delle parole: “Siamo, per stirpe, uomini geati, compagni del focolare di Hygelac. Famoso tra i popoli fu mio padre, nobile guerriero sempre in prima linea nelle battaglie; Ecgtheow era il suo nome. Sopportò molti inverni prima che, vecchio, lasciasse le sue corti; molto bene lo ricorda ogni uomo sapiente, in lungo e in largo, ovunque sulla terra. In amicizia siamo giunti qui; cerchiamo il tuo padrone, il figlio di Healfdene, il difensore del popolo. Sii tu cortese verso di noi e ricco di consigli! Un grande servigio vogliamo rendere a lui, al famoso Signore dei Danesi; e, se retto è il mio pensiero, una certa questione non può essere tenuta nascosta. Tu sai se così è, se, come in verità abbiamo udito narrare, non so qual creatura letale, un essere che compie azioni di immotivato odio, nelle notti oscure, terribilmente, dà prova, tra gli Scylding, della sua mostruosa malvagità, provocando vergogna agli uomini, e ammassi di cadaveri. Con cuore non avaro posso io, a questo proposito, consigliare Hrothgar su come egli, saggio e buono, possa abbattere il nemico, su come alleviare le sue pene ardenti, dovesse mai mutare o migliorare il tormento dei suoi assilli; altrimenti, egli per sempre dovrà sopportare il tempo della tribolazione e dell’aspro bisogno, mentre là, nell’alto suo luogo, si erge la migliore delle case.”

La traduzione di Beowulf, un poema epico tra i più noti della tradizione anglosassone, è stata uno dei primi lavori effettuati da Tolkien, e una delle fonti originarie della sua intera produzione letteraria. Traducendo in prosa il celebre ciclo poetico, Tolkien ci pone di fronte a un giovane eroe dalla forza sovraumana che affronta mostri spaventosi, un drago che sputa fiamme e custodisce un antico tesoro, e intrighi di potere degni dei drammi shakespeariani. Beowulf è un gioiello rimasto a lungo inedito e presentato oggi ai lettori da Christopher, il figlio dell’autore, corredato da un ricco apparato di note e commenti e accompagnato dal Racconto meraviglioso, in cui le vicende dell’eroe seguono la forma e lo stile di un racconto folclorico in antico inglese. In questa edizione troveremo inoltre i commenti dello stesso Tolkien grazie a una selezione accurata delle conferenze che il professore tenne sul tema a Oxford, negli anni Trenta. Ma attenzione: Beowulf non è soltanto una “storia di draghi” o il racconto di una caccia al tesoro: è la porta che immette in un tempo antico, sinistro e reale, un’età pagana che si apparenta ai miti di formazione delle prime leggende dell’umanità, là dove l’immaginazione crea vorticose realtà poetiche, specchio del nostro essere di sempre, ieri, oggi e forse domani.

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