Riunita nel castello di Westerbrae, una compagnia teatrale londinese si appresta a leggere un nuovo testo. Ma sopo una serata tempestosa, punteggiata da litigi, Joy Sinclair, la bellissima autrice, viene trovata morta nel suo letto, uccisa con un pugnale che le ha trapassato il collo.
Per i poliziotti di quel tranquillo angolo di Scozia è un caso troppo delicato: a essere coinvolte sono personalità del mondo teatrale e personaggi di alto rango.
Così in tutta fretta New Scotland Yard manda a Westerbrae l’ispettore Thomas Lynley, affiancato dal sergente Barbara Havers. Per Lynley il delitto assume subito i contorni di un incubo: tra gli ospiti del castello c’è Helen Clyde, la donna di cui è innamorato. Lottando contro la gelosia che rischia di annebbiare la sua lucidità mentale e il suo acume investigativo, Lynley si ritrova nell’occhio di un ciclone, in cui turbinano vecchi scandali di famiglia, inesorabili rivalità professionali, scoperte sconcertanti.
Perché il movente di quel delitto affonda le sue radici nel passato di molti degli ospiti di Westerbrae…


La miglior vendetta o Come Far Amare Al Lettore I Protagonisti Anche Quando Si Comportano Male. Ehi, sì, Lynley, non sei proprio stato all’altezza di te stesso in questo secondo volume della serie… ma, tutto sommato, non ho la minima intenzione di lamentarmi: a nessun lettore interessa un personaggio tutto perfettino alla Gary Stu, che diamine!

D’altra parte, già sapevamo da E liberaci dal padre che il tallone d’Achille dell’ispettore Lynley fosse la sua vita sentimentale. Elizabeth George ha quindi pensato bene di giocarsi il carico da undici e di catapultare il povero Lynley in un’indagine piena di intrecci nella quale i suoi sentimenti verranno strapazzati ben bene. A noi lettori non resta da far altro che desiderare ardentemente che rinsavisca prima del disastro…

Meno male, comunque, che al fianco del brillante Lynley c’è la sergente Havers. A questo giro avrei voluto seriamente entrare nel romanzo per stringerle la mano: grande, Barbara! Odia i damerini nobili con tutta l’anima, ma, alla fine dei conti, sa chi merita il suo aiuto.

Vogliamo poi parlare di Helen e St. James? Seriamente, Elizabeth George, da dove li hai tirati fuori questi personaggi così adorabili? Entrambi estremamente intelligenti e compassionevoli, riescono a smuovere qualunque cuor di pietra con la loro gentile ragionevolezza. A parte Lynley, ma in questo caso particolare era perso nei problemi suoi.

Oltre ai protagonisti, vorrei spendere due parole anche su Rhys Davies-Jones. Il tipo avrà fatto quel che ha fatto, ma non riesco a togliermelo dalla testa. La scena in cui compra le bottiglie di liquore e le rovescia in strada mentre cammina nella neve, incurante del freddo, mi ha davvero spaccato il cuore.

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