Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates da gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcomc. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna…


Visto che Lisa Kleypas è una delle regine del romance e aveva ricevuto ottime recensioni da persone del cui giudizio mi fido, mi sono detta che potevo provare a leggere qualcosa di suo. A darmi coraggio c’era altresì la sensazione da parte mia che fosse un romance di quelli innocui, una favola dove la lei, dopo mille vicissitudini, trova il suo lui.

A questo punto della recensione mi verrebbe da scrivere un’espressione volgare capace di riassumere molto bene quelle che sono state le mie sensazioni a fine lettura, ma eviterò e cercherò di essere più elegante.

Sugar Daddy, in effetti, non è iniziato sotto i migliori auspici. Era piuttosto noioso: la pulzella in pericolo viene salvata dall’aitante giovanotto scalcagnato e da allora lei lo guarda con occhi da triglia lessa. Lui ovviamente fa il prezioso, raccontandole un sacco di balle sul “non possiamo stare insieme”. Bla, bla, bla.

Mi stavo già fustigando mentalmente per aver deciso, ancora una volta, di leggermi una lagna di romance, quando il romanzo ha cambiato registro ed è diventato una storia sull’American dream. Per carità, anche di questo ne abbiamo letto in lungo e in largo, ma ha fatto rientrare Sugar Daddy nei ranghi, quindi non avevo certo intenzione di lamentarmene.

Purtroppo, però, sul finale siamo tornati alle solite. Liberty, la protagonista, è scialba all’ennesima potenza: nonostante tutto quello che la Kleypas le fa passare, rimane la stessa dall’inizio alla fine del libro. Ma quel che è peggio avviene quando ha inizio la storia d’amore: il suo unico ruolo diventa quello di oggetto da piazzare accanto all’uomo che riuscirà ad averla. Infatti, i due contendenti le saltano addosso senza che lei opponga alcun tipo di resistenza. Mi ha fatto talmente schifo che sono andata a vedere l’anno di pubblicazione di questo romanzo: duemilasette.

Seriamente? Ma vi pare normale che, dopo anni e anni di assenza, la prima cosa che faccia il tizio della vostra prima cotta adolescenziale sia saltarvi addosso e ficcarvi la lingua in gola? O è forse normale che l’altro la tratti come una donna incapace di intendere e di volere e quindi come un animaletto domestico? Per non parlare poi di tutta la faccenda dello sugar daddy, che è una cosa tanto carina, dai, provala anche tu! Meh!

Per quanto mi riguarda, non ci siamo: se questo è il tenore dei libri di Lisa Kleypas, per me finisce qui.

2 stars smaller

Advertisements