Raccolta di poesie e disegni di Consuelo Murgia. Dagli anni Novanta in poi. Le mie mani da mostro / non sanno cogliere un fiore; / i miei occhi annebbiati / non riescono a vedere / l’azzurro del cielo. / Le urla e il frastuono / sono la musica / delle mie orecchie; / gli uccelli che cinguettano / un’incomprensibile interferenza. / Orribile creatura / incapace di vivere / fra le risa e i giochi dei bambini. / Demone della gelosia / che brama / il controllo totale degli affetti. / Il mio respiro / avvelena l’aria / privandoti della gioia / di esistere.


Dato che ho questo ebook nel cloud del Kindle da qualche anno, mi sembrava venuto il momento di leggerlo e smaltire un po’ di arretrati (anche se è una battaglia persa e la mia To-read list non accenna a diminuire, anzi peggiora ogni giorno sempre più).

Le mie mani da mostro è una raccolta di poesie correlate con disegni dell’autrice. L’impressione generale che ne ho tratto è che si tratti di un’opera giovanile con tutti i difetti derivanti. Non sono un’esperta di poesia, visto che non ne ho letta granché, ma in Le mie mani da mostro non ho trovato niente che mi abbia colpita (se non il sonno).

Infatti, nonostante gli sforzi e un timido uso di figure retoriche, queste poesie non mi hanno trasmesso niente. Quelle, poi, riguardanti la noia di stare in classe a seguire le lezioni le ho trovate di un’ingenuità disarmante (oltre che irritanti per l’uso della “x” al posto della parola “per” e sostituzioni consimili).

Ciò che ho trovato davvero incomprensibile, però, è stata la presenza dei disegni, che si alternano alle poesie. Infatti, non hanno niente a che vedere con il tema dei componimenti e non si capiscono i motivi della loro presenza. Poi alcuni sono stati evidentemente tracciati su fogli destinati ad altri usi (equazioni trigonometriche, per esempio) e mi hanno dato l’impressione di sciatteria, come se fossero stati disegnati in una pesante ora di lezione e piazzati nell’ebook tanto per riempire le pagine.

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