Buon inizio di settimana a tutti e tutte! Questo lunedì vi propongo una citazione da La miglior vendetta di Elizabeth George, secondo libro dedicato all’ispettore Lynley. Si tratta della descrizione di una scena del crimine… quindi, se avete problemi con il sangue, meglio se ne state alla larga…

L’assassino aveva affondato il pugnale proprio fino all’impugnatura, come spinto da un’ira atavica che chiedeva ben più della mera eliminazione di Joy Sinclair. La donna giaceva con gli occhi aperti, il cui colore era stato cambiato e oscurato dallo sguardo fisso della morte. Nel guardarla, Lynley se chiede quanto a lungo fosse vissuta, dopo che il pugnale le aveva trapassato la gola. Si domandò se, nell’istante occorso all’assassino per conficcare l’arma sino in fondo, avesse capito del tutto ciò che le stava succedendo. Era caduta subito in stato di shock, col vantaggio di perdere subito i sensi? O era rimasta distesa là, impotente, in attesa di entrambe: l’incoscienza e la morte?

Si trattava di un delitto orrendo, un delitto la cui enormità si delineava in quel materasso impregnato di sangue, nella mano tesa in cerca di un aiuto che non sarebbe mai arrivato, nelle labbra semiaperte, nel grido senza suono. Non c’è, pensò Lynley, nessun crimine tanto esecrabile quanto un assassinio. Contamina e inquina, e nessuna vita che ne viene toccata, non importa quanto marginalmente, potrà mai più essere la stessa.

Riunita nel castello di Westerbrae, una compagnia teatrale londinese si appresta a leggere un nuovo testo. Ma sopo una serata tempestosa, punteggiata da litigi, Joy Sinclair, la bellissima autrice, viene trovata morta nel suo letto, uccisa con un pugnale che le ha trapassato il collo.
Per i poliziotti di quel tranquillo angolo di Scozia è un caso troppo delicato: a essere coinvolte sono personalità del mondo teatrale e personaggi di alto rango.
Così in tutta fretta New Scotland Yard manda a Westerbrae l’ispettore Thomas Lynley, affiancato dal sergente Barbara Havers. Per Lynley il delitto assume subito i contorni di un incubo: tra gli ospiti del castello c’è Helen Clyde, la donna di cui è innamorato. Lottando contro la gelosia che rischia di annebbiare la sua lucidità mentale e il suo acume investigativo, Lynley si ritrova nell’occhio di un ciclone, in cui turbinano vecchi scandali di famiglia, inesorabili rivalità professionali, scoperte sconcertanti.
Perché il movente di quel delitto affonda le sue radici nel passato di molti degli ospiti di Westerbrae…

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