A distanza di anni dai suoi primi “Deliri”, Ceronetti ha scritto una nuova raccolta di racconti grotteschi e surreali, in cui fanno capolino l’autobiografia, l’apologo, la ricerca del mistero. E’ soprattutto un libro di satira del mondo contemporaneo da parte di uno scrittore che si rivela ancora una volta vigorosamente anacronistico. Il non convenzionale moralismo di Ceronetti si dipana anche in storie quotidiane, come l’impossibile ricerca di un negozio chiuso in qualsiasi stagione dell’anno o le mortifere peripezie dei Golosoni, dolci reciprocamente regalati/imposti sotto Natale a chi non ne vuole sapere di mangiarli.


Ho iniziato a leggere questa raccolta di racconti grotteschi e surreali (come da quarta di copertina) con un certo entusiasmo: prometteva un occhio critico sulla nostra quotidianità e mi pareva piuttosto promettente.

In parte è stato così: alcuni racconti sono efficaci in maniera fulminante, come Il Golosone, Negozi aperti, Le bellezze del Louvre; altri, invece, mi hanno lasciato indifferente, come Cani e uomini, dove si racconta che i cani tratterebbero meglio gli esseri umani se i loro ruoli fossero scambiati. Non sono mai riuscita a convincermene. Oppure Tartaruga con peli e serpente con zampe per conoscenza del fiore, che non ha parole di stima per i nostri ricercatori. Ho qualche difficoltà con chi si scaglia aprioristicamente contro la ricerca scientifica.

È un libro che consiglio a chi non si sente a suo agio in questo mondo contemporaneo e non si fa scrupoli di biasimarne ogni aspetto. Tutti gli altri lo troveranno una lettura abbastanza piacevole.

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