In a world of shadows, anything is possible. Except escaping your fate.
Ever since she was a child, Ivy has been gripped by visions of strange realms just beyond her own. But when her sister goes missing, Ivy discovers the truth is far worse—her hallucinations are real, and her sister is trapped in a parallel realm. And the one person who believes her is the dangerously attractive guy who’s bound by an ancient legacy to betray her.
Adrian might have turned his back on those who raised him, but that doesn’t mean he can change his fate…no matter how strong a pull he feels toward Ivy. Together they search for the powerful relic that can save her sister, but Adrian knows what Ivy doesn’t: that every step brings Ivy closer to the truth about her own destiny, and a war that could doom the world. Sooner or later, it will be Ivy on one side and Adrian on the other. And nothing but ashes in between…


The beautiful ashes è un romanzo delle occasioni perse: poteva iniziare una nuova, divertente serie, mentre ci troviamo tra le mani la solita storia, che, per di più, non sa ancora a quale genere appartenere.

È vero che non ha senso essere troppo rigidi nell’assegnazione di un romanzo a un determinato genere, ma l’impressione avuta leggendo The beautiful ashes è che l’autrice abbia fatto un brutto mix tra un insta-love da Young Adult, un’ambientazione da paranormal romance e personaggi pseudo-ca***ti-e-pieni-di-problemi da New Adult. Una schifezza, non provate a rifarlo a casa!

Inoltre, i due protagonisti, Adrian e Ivy, sono una pallida, pallidissima imitazione di Bones e Cat della serie Night Huntress. Solo che, per quanto Ivy sbavi fin dal primo istante dietro a Adrian (anche se non ne avrebbe alcun motivo, ma va be’…), non si riesce a credere che ne valga la pena. L’idea che mi sono fatta di Adrian è: cogli**e! Non fa altro che crogiolarsi nell’autocommiserazione del suo infelice destino per tutto il romanzo, salvo nel finale, dove salta su e giù tutto contento perché forse s’è pianto addosso inutilmente. Veramente appassionante.

Dal canto suo, Ivy viene direttamente da una fede cieca nella fatina dei dentini. Infatti, nessuno la reputa abbastanza intelligente perché le si possa raccontare come stanno i fatti. E questo non succede solo per qualche capitolo (cosa che avrei pure potuto sopportare), ma per tutto il maledettissimo romanzo e con motivazioni che mi sono parse del tutto pretestuose.

Un altro elemento di disturbo è stata la costruzione del mondo fantastico: è fatta in maniera approssimativa e alcuni dettagli sono veramente assurdi. Per esempio, per evitare che i demoni cattivi li spiino, i nostri eroi devono distruggere gli specchi, che fanno da tramite tra il nostro mondo e quello dei demoni. Quindi il nostro baldo eroe, quando Ivy si reca in un bagno pubblico, distrugge lo specchio della suddetta toilette. Quando si dice che certe persone lasciano i bagni pubblici in uno stato pietoso…

In aggiunta a questa sciatteria, poi, nel corso di The beautiful ashes non si legge niente di nuovo: nessuno può davvero stupirsi per il comportamento di Ivy o Adrian. Abbiamo anche il deus ex machina che compare quando le cose si mettono troppo male e i nostri eroi (o l’autrice?) non sono capaci di trarsi d’impaccio. Una roba tristissima.

2 stars smaller

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