Le nozze di Cadmo e Armonia furono l’ultima occasione in cui gli dèi dell’Olimpo si sedettero a tavola con gli uomini, per una festa. Ciò che accadde prima di allora, per anni immemorabili, e dopo di allora, per poche generazioni, forma l’albero immenso del mito greco. Nelle Nozze di Cadmo e Armonia un soffio di vento torna a muovere le fronde di quell’albero. Come scrisse un antico, «queste cose non avvennero mai, ma sono sempre». Raccontarle, intrecciandole fin nei minimi dettagli, impone alcune domande, che anch’esse «sono sempre»: perché gli dèi dell’Olimpo assunsero figura umana, e perché quella figura? Perché le loro storie sono così scandalose, e misteriose? Che cos’è un simulacro? Perché l’età degli eroi fu breve, convulsa e irripetibile? Da che cosa Zeus si sente minacciato? Forse il mito è una narrazione che può essere capita solo narrando. Forse il modo più immediato per pensare il mito è quello di raccontarne di nuovo le favole. Una luce radente, netta, qui le investe tutte e le mostra nelle loro molteplici connessioni, come una vasta e leggerissima rete che si posa sul mondo.


Appena terminata la lettura di Le nozze di Cadmo e Armonia, posso definirlo il migliore libro sulla mitologia greca che abbia mai letto. Con grande grazia, Calasso è riuscito ad unire un romanzo che raccontasse i miti greci e un saggio sul loro significato.

Infatti, la bellezza di questo romanzo (o saggio?) sulla mitologia greca sta nell’aver inglobato nel mito il suo significato, così come presumibilmente veniva percepito in origine. Ma non solo: Calasso ci mostra il filo conduttore che dal mito arriva fino ad oggi. Forse abbiamo dimenticato chi fossero Teseo, Achille o Edipo, ma ciò che questi miti volevano trasmettere è ancora con noi, nella nostra forma mentis, nella nostra letteratura, nella nostra psicologia. Questa è la forza di Le nozze di Cadmo e Armonia: far riflettere il lettore di oggi con miti tutt’altro che morti e sepolti.

Da appassionata di mitologia greca, non ho trovato difficile seguire la narrazione dei miti, anche se mi rendo conto che per un neofita potrebbe essere difficoltoso destreggiarsi tra nomi, genealogie e intrecci (il romanzo, tra l’altro, non presenta nessun glossario). In ogni caso, si tratta di un libro impegnativo, vuoi per lo stile alto in cui è scritto, vuoi per la complessità della materia trattata.

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