“La sinistra segheria” è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono spediti a lavorare in una segheria a Meschinopoli, dove incontrano sciagure e disgrazie dietro ogni tronco d’albero. Sono spiacente di informarvi che le pagine di questo libro contengono cose assai sgradevoli, come ad esempio una gigantesca sega circolare, una pentola assordante, un uomo con una nuvola di fumo al posto della testa, un ipnotizzatore, un terribile incidente con feriti, e tanti buoni sconto. Io ho giurato di scrivere l’intera storia di questi tre poveri ragazzi. ma voi non siete obbligati a leggerla, e se preferite storie più piacevoli, sentitevi liberi di sceglierne un’altra.


Dopo La sinistra segheria, non so che altra sventura farà passare Lemony Snicket ai fratelli Baudelaire. Siamo appena al quarto libro della serie e i poveri fratelli Baudelaire sono già stati costretti a lavorare in una segheria nonostante la loro minore età (per non dire tutto quello che hanno già passato).

In questo episodio, l’autore si sofferma sull’importanza di non essere soli: è vero, gli orfani Baudelaire sono perseguitati da una non invidiabile dose di malasorte, ma sono ancora insieme e possono contare sulle loro doti e, soprattutto, sull’affetto reciproco.

Inoltre, Snicket pone l’attenzione del suo giovane pubblico sull’esistenza di inique condizioni di lavoro e di datori di lavoro che, oltre a sfruttare la manodopera, si approfittano anche delle scarse conoscenze dei diritti da parte dei propri lavoratori. E il fatto più degno di nota è che riesce a farlo senza strappare ai suoi lettori le mutande dalla noia. Bravo, Snicket!

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