Il rapporto epistolare fra una ragazzina di quindici anni e un professore di filosofia. La ragazza riceve una serie di biglietti con domande inquietanti sulla natura dell’uomo e le risposte che a queste domande hanno dato i padri della filosofia di tutti i tempi.


Se Il mondo di Sofia fosse stato un saggio divulgativo sulla storia della filosofia, l’avrei trovato un buon libro, anche se non eccelso: se avete studiato la materia, non vi troverete niente di nuovo. Purtroppo, però, Il mondo di Sofia è un romanzo. Un pessimo romanzo sulla storia della filosofia.

Iniziamo dalla trama: peccherò di scarsa immaginazione, ma il finale del corso di filosofia che Alberto Knox propina alla quindicenne Sofia (un nome che è tutto un programma) è – fatta eccezione del sempre nobile proposito di insegnarle a pensare con la sua testolina – sconcertante e irrealistico. Per un attimo, mi ha fatto pensare a Dei Sepolcri di Ugo Foscolo, ma voglio sperare che Gaarder (insieme ad Alberto e Sofia) non si aspetti di essere ricordato finché il Sole risplenderà su le sciagure umane (almeno per quanto riguarda questo romanzo).

Vogliamo parlare dei dialoghi? Sono così mal costruiti da spingermi a chiedermi chi fosse il suo editor. Qualunque filosofo abbia fatto del dialogo il suo metodo d’insegnamento si starà rivoltando nella tomba.

Ai brutti dialoghi si aggiunge il personaggio di Sofia, che, nei momenti migliori, ho trovato pretenziosa e, in quelli peggiori, stupida. Oscilla, infatti, tra una che mastica filosofia da anni e una che partorisce il suo pensiero più complesso davanti all’ultimo libro di Moccia.

Guardando la madre, tuttavia, mi verrebbe da pensare: “Tale madre, tale figlia”. Questa madre, infatti, trova inconcepibile che la figlia si faccia domande sul senso della vita, ma le lascia frequentare un quarantenne sconosciuto per un corso di filosofia non esplicitamente richiesto. Roba che si vede tutti i giorni.

I genitori, comunque, non fanno una gran bella figura, in ogni caso. Se la madre di Sofia sembra una casalinga tonta, la madre della migliore amica di Sofia (Jorunn) è una Barbie decerebrata. Se il padre di Sofia è completamente assente nella vita della figlia (e a un certo punto sparisce pure dal romanzo), il padre di Jorunn è un cog****e con i soldi.

Quindi, fatevi un favore: se siete interessanti alla filosofia, leggetevi un buon manuale: sarà sempre più stimolante de Il mondo di Sofia. O perlomeno non passerete il tempo ad alzare gli occhi al cielo di fronte all’andazzo della storia.

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