Nella sua prima impresa nella Los Angeles degli anni ’30, Philip Marlowe viene assunto da Guy Sternwood, ricco generale a riposo, vecchio e molto malato, per risolvere una questione delicata: qualcuno cerca di ricattarlo. Ma questa vicenda, che si dimostra sempre più intricata e affollata di vittime, nasconde ben altro.


Per certi versi, per me la lettura de Il grande sonno è stata difficile. Se da una parte ho trovato il giallo coinvolgente e il personaggio di Philip Marlowe intrigante, dall’altro non ho potuto fare a meno di storcere il naso di fronte al sessismo del romanzo.

Mi sono ripetuta che è sciocco applicare la mia sensibilità del 2014 a un libro pubblicato nel 1939, ma non sono riuscita a convincermi. Che posso dire a mia discolpa? Sono un essere umano e non sempre reagisco con razionalità. Quindi il mio giudizio non è positivo come sarebbe stato altrimenti.

Comunque sia, come dicevo all’inizio, il giallo è ben costruito ed è difficile per il lettore immaginare quale sia la soluzione del mistero finché Marlowe non ce la svela. Non guasta nemmeno lo sguardo attento del detective alle personalità con le quali deve avere a che fare.

Mi è piaciuta anche l’ambientazione molto dark entro la quale si muovono i personaggi di Chandler: un mondo a tinte fosche dove senza compromessi non si va da nessuna parte e dove anche i “buoni” devono sapersi sporcare le mani.

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