A tale of vengeance, true love, and cannibalism.
Being born undead can have its disadvantages, such as eternal youth and flawless beauty; things most unsuitable for a witch. Hiding behind the guise of a grimy old crone, the witch is content living outside Fort Stalwart with her unlikely band of allies: a troll named Gwurm, an enchanted broom, and a demonic duck named Newt. She leads a simple life filled with spells, potions, and the occasional curse.
So when a White Knight arrives at Fort Stalwart, the witch knows her days of peace are at an end. The Knight is just days in front of a horde of ravenous goblings, and Fort Stalwart lies right in the horde’s path. But the goblings are just the first wave of danger, and soon the witch and the Knight must combine forces on a perilous quest to stop a mad sorcerer from destroying the world.
Filled with menace, monsters, and magic, A Nameless Witch is a properly witchly read by the award-winning author of Gil’s All Fright Diner and In the Company of Ogres.


Non so bene cosa dire di questo romanzo. Ammetto di averlo letto con poca attenzione e molta sbadataggine, quindi è possibile che non l’abbia apprezzato come meritava, ma tant’è.

Il fatto è che l’inizio mi è piaciuto: era abbastanza divertente e intrigante da farmi desiderare di proseguire nella lettura. Anche il finale non è stato male, visto che rifugge dai soliti schemi.

Il problema è stato tutto ciò che c’era in mezzo. Nonostante le battute e le scenette divertenti, infatti, mi è sembrato troppo piatto. Mi è capitato di sorridere, certo, ma niente che smuovesse in maniera significativa la mia ilarità.

È una lettura che non mi ha lasciato assolutamente nulla – ma, ripeto, forse è stata anche colpa mia. Lo consiglio a chi è in cerca di qualcosa di leggero, che inizi a leggerlo consapevole della semplicità del romanzo.

3 stars smaller

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