L’origine di questo libro è una trasmissione radiofonica, “Sex and the polis”, dove Eva Cantarella si è divertita a fare quello che forse aveva sempre desiderato: raccontare attualizzando storie di uomini e di donne che continuano a somigliarci.
“L’amore. Cominciamo da qui, parliamo d’amore. Ma per farlo dobbiamo ricordare che anche i sentimenti hanno una storia. Tutto cambia nel tempo, persino questo sentimento che una retorica tanto facile quanto ingannevole ci spinge a considerare immutabile. Dimentichiamo allora la concezione romantica e cerchiamo di capire che cos’era l’amore per i greci, cerchiamo, addentrandoci in un mondo lontano, di cogliere i diversi volti di quell’amore.
Innanzitutto, per i greci l’amore era un dio di nome Eros. Un dio armato, che con il proprio arco scoccava frecce spesso mortali. Chi ne veniva colpito non aveva scampo: si innamorava. Ma Eros non era solo sentimento, era anche desiderio sessuale…”.


Come per Dammi mille baci (che in realtà andrebbe letto dopo L’amore è un dio, visto che tratta dell’antica Roma), il maggiore difetto di questo libretto è lo scarso approfondimento. È vero che è stato scritto per avvicinare i profani alla classicità partendo da un punto di vista insolito, ma penso che qualche dettaglio in più avrebbe giovato.

Per il resto niente da eccepire di fronte alla competenza dell’autrice e al suo stile accattivante che racconta con freschezza i miti e spiega con semplicità cosa fosse l’amore in quel mondo lontano – e non solo temporalmente.

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