Continua nella magica terra di Maragor, ai limiti dell’impero di Tolnedra, la cerca di Garion e compagni per riportare l’Orb, la magica gemma che protegge i regni d’Occidente, nella reggia dei re di Riva. Ora Garion deve raggiungere una torre arcana, nel cuore di terre considerate maledette, per fronteggiare un temuto e misterioso mago. Ma anch’egli sta imparando a servirsi della magia e sta scoprendo in sé insospettate risorse e strani poteri. È forse per questo che Ce’Nedra, principessa di Tolnedra, si sente sempre più attratta da questo giovane, che resta pur sempre solo un garzone di stalla? O i suoi zii sono veramente maghi senza tempo?


Terzo episodio della Saga dei Belgariad e punto di svolta nella storia, dove, come al solito, incontriamo un po’ di tutto: da divinità inconsolabili in lutto a gente che attraversa la roccia.

Vi risparmio le mie solite lagne su questa saga: potete trovarle nelle recensioni che riguardano i due libri precedenti. Su La valle di Aldur ho da lamentarmi dello spazio concesso a Ce’Nedra. Sì, so quanto sarà importante, eccetera, eccetera, ma trovo il suo punto di vista talmente irritante che vorrei solo che le tappassero la bocca, la gettassero in un sacco e la trasportassero su un mulo. Zitta e inoffensiva. Grazie.

Meno male c’è Silk. È talmente irriverente e bastardo dentro che è continua fonte di divertimento. Questa volta se la vedrà davvero dura, per poi rendere pan per focaccia – ciao, ciao Brill! Peccato che tu non sia riuscito ad imparare a volare…

Abbiamo anche un nuovo personaggio, Relg, un integralista religioso che avrei voluto prendere a manate se non ci avesse pensato il suo dio a rimetterlo in riga. Sarebbe bello che gli dei ogni tanto si presentassero sulla Terra a ridare la giusta prospettiva a qualche integralista… la pace ne trarrebbe grande giovamento – e noi con lei. Alla fine, non si rivela così male… anche se spero che arrivi una donna a finire di correggere la sua prospettiva.

Oltre a Relg, fa la sua comparsa anche l’ultimo elemento necessario al compimento della profezia: si chiama Taiba ed era una schiava dei Murgos. La sua apparizione è fugace, ma ha fatto imbestialire Relg perché i suoi vestiti stracciati la rendevano mezza nuda. La risata che gli ha rivolto mi fa ben sperare nei suoi confronti.

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