L’Orb, la gemma viva e senziente donata da un dio, per millenni era rimasta nella sala del trono dei Re di Riva, protetta dalla cupidigia dei popoli stranieri e assieme custode essa stessa dell’Occidente. Perché l’Orb racchiudeva la forza capace di equilibrare la perfida potenza di dèi maligni che tenevano in loro potere tutto l’Est. Molti erano i guardiani della gemma ma, fra tutti, le leggende ricordavano soprattutto Belgarath, l’Uomo Eterno, e sua figlia, la maga Polgara. Tuttavia, quando l’Orb fu rubata, mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa dell’Occidente, nessuno sperava che Belgarath e Polgara in persona avrebbero guidato la cerca, destinata a riportare la gemma a Riva. E il giovane Garion, che sino a quel giorno aveva vissuto nella convinzione di non essere nulla più che un semplice contadino, certo non si aspettava di scoprire che l’Uomo Eterno e la maga Polgara erano suo zio e sua zia! Eppure lo attendeva un grande, ma pericoloso destino.


Secondo episodio per la serie The Belgariad, La Regina della Magia tutto sommato si discosta poco da quanto ho detto a suo tempo sul primo volume (Il segno della profezia).

Ancora una volta, l’autore si basa sull’umorismo dei personaggi per sfangarla. È difficile non affezionarsi a questi personaggi – almeno fino a quando tenete il libro in mano: una volta girata l’ultima pagina, passerete ad altro senza rimpianti. I battibecchi tra Polgara e suo padre sono sempre esilaranti: si leggono volentieri e danno brio alla narrazione. Per non parlare di Silk, ingannatore e bugiardo senza scrupoli, capace di cavarsela da ogni impaccio.

Il punto è che tutta questa allegria si basa su fondamenta d’argilla: la trama strizza l’occhio a Il Signore degli Anelli una volta di troppo, mentre i personaggi mancano di quello spessore che li renderebbe più credibili e meno macchiette. Di fatto, a inizio serie, Eddings ha appiccicato su ogni personaggio un’etichetta che recita il loro ruolo nelle vicende, e da lì non si schiodano.

Certo, questo è un aspetto che rende i romanzi così appetibili ai palati molto giovani e molto inesperti di fantasy. A chi ha più esperienza con il genere, non può fare a meno di notare tutte quelle mancanze che immancabilmente frenano gli entusiasmi dei più navigati.

Comunque, con il caldo e l’estate, è una serie perfetta per la spiaggia: non costringe i vostri neuroni ad applicarsi (non più di tanto, almeno) ed è meglio di tanta spazzatura che puntualmente finisce sugli scaffali delle librerie in questo periodo dell’anno.

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