Lentamente ma inesorabilmente il Mondo Disco si sta avvicinando a un’antipatica stella rossa; la collisione sembra ormai inevitabile. Di fronte a tale sventura uno solo può essere il salvatore: Scuotivento, ovviamente. Peccato che, l’ultima volta che l’hanno visto, il campione universale dell’incapacità magica stesse precipitando oltre l’orlo del Mondo Disco…


Cosa accade quando metti insieme un mago mancato e un turista naϊf in un’avventura per salvare il Mondo Disco? Ne viene fuori un romanzo divertente e profondo, ecco cosa. Una meravigliosa rarità.

Ad ogni paragrafo, Terry Pratchett sembra dirci che gli scrittori tendono a prendersi troppo sul serio. Eroi indomiti, fanciulle perfette, Bene Supremo, Male Assoluto. E chi li ha mai visti? Pratchett butta tutti giù dal piedistallo e li prende in giro, lasciandoci in dono saggezza con battute d’arguzia.

Naturalmente, come tutti i druidi, essi credevano nell’essenziale unità di ogni forma di vita, nel potere curativo delle piante, nel ritmo naturale delle stagioni. E nel bruciare vivo chiunque non si avvicinasse a tutto questo nella giusta disposizione d’animo.

Leggere un libro di Pratchett è come partecipare a una festa. Ci si diverte e, quando si gira l’ultima pagina, si ha la sensazione di non aver sprecato il proprio tempo. Quando un autore pensa differente, il lettore se la spassa. Cosa c’è, infatti, di più terrificante della morte-della-mente, una morte capace di confondere perfino la Morte in persona?

La voce non credeva agli dei (ciò che per Scuotivento era abbastanza giusto), ma non credeva nemmeno nelle persone.

Succede quando si dà retta a farneticazioni sui “sani principi di una volta” e consimili. Ci si dimentica delle persone, della loro importanza, della loro felicità e benessere. Bisogna sempre fare attenzione e stare in campana: e quale modo migliore per farlo se non riderci su? (Scuotivento probabilmente non sarebbe d’accordo con questa mia affermazione finale: lui vi direbbe di confondervi con l’ambiente circostante e allontanarvi in fretta prima di far saltare la mosca al naso a qualcuno. Questi, infatti, potrebbe decidere che la vostra presenza nel mondo è superflua, se non addirittura dannosa).

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