Domani, come sempre, Arthur morirà e si sveglierà nel corpo di un neonato da qualche parte nel mondo. Ha un’intelligenza e una memoria prodigiose e ha accumulato un sapere smisurato in settemila anni di reincarnazioni. È uno dei ‘Bambini’, individui che non diventano mai adulti, ma migrano da un corpo all’altro ogni quattordici anni.
Sono sparsi in tutto il pianeta e comunicano attraverso un network segreto e altamente tecnologico. Il loro sapere è custodito in una biblioteca che raccoglie decine di migliaia di libri e si trova in un luogo segreto a Parigi. Nathaniel, un brillante studente universitario americano, ha elaborato un algoritmo che individua i Bambini, e da ora in poi la sua vita non sarà mai più la stessa. Ben presto, infatti, si trova catapultato insieme ad Arthur dalla Norvegia a Parigi, dal Galles al Parco di Yellowstone, per cercare di fermare Paolo, un Bambino capace di un odio divorante e deciso a distruggere il mondo. Un intreccio a metà fra il thriller e il mondo fantastico della tradizione del Nord Europa. Un fantasy innovativo e originale, con un ritmo scandito da una suspense inesorabile, alternata alle riflessioni del protagonista sulle scelte drammatiche che è chiamato a compiere.


AAA Senso cercasi. Sarà il caldo becco. Saranno gli esami incombenti e lo studio matto e disperatissimo (cit. Leopardi). Sarà che forse questa storia un senso non ce l’ha (cit. Vasco Rossi). In ogni caso, più andavo avanti nella lettura e più non capivo una mazza. Alla fine, è sfumata anche la speranza di raccogliere le fila con la conclusione.

Il titolo, I bambini del crepuscolo, allude a 421 ragazzi che non possono superare la soglia dei 14 anni, perché, una volta raggiunta quest’età, muoiono e si reincarnano subito dopo nel corpo di un neonato. La particolarità sta nel fatto che si ricordano ogni vita vissuta e sono una sorta di memoria storica della civiltà umana, visto che hanno vissuto praticamente una vita per epoca e luogo. Il senso della loro esistenza dovrebbe essere che, se l’umanità facesse qualche grossa c*****a, loro sopravvivrebbero e rifonderebbero la civiltà, dato che la morte a 14 anni si annullerebbe automaticamente. Come? L’avrei voluto capire anch’io.

Ovviamente, il romanzo si sviluppa intorno a una mina vagante, un Bambino impazzito che vuole sterminare l’umanità per non rinascere più (o almeno così credo… forse era pazzo e basta e all’autore serviva un antagonista fuori di testa). Dalla parte dei buoni sta un Bambino (Arthur) che, al compimento dei 14 anni, non muore, ma viene risparmiato proprio per adempiere alla sua missione (che, arrivati alla fine del romanzo, non sarà più tanto chiaro quale sia…).

Tutta la storia va avanti con ragionamenti filosofici su morale, senso della vita & co. Zero azione. Spunta fuori un tipo – tale “Guardiano” – che non sappiamo chi (o cosa) sia davvero: un deus ex machina non ben precisato, che dovrebbe guidare Arthur nella comprensione del nemico. In realtà, pare che non c’abbia capito granché manco lui.

Boh. Tra filosofia, informatica, scienza e matematica, mi è sembrato un buglione noiosissimo. Sono arrivata fino alla fine solo perché speravo che saltasse fuori il senso. Niente. Boh.

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