Dopo la morte del papà, Lake, 18 anni, si trasferisce in Michigan, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita però appare d’improvviso dolce, perché nella casa accanto alla sua abita l’affascinante Will, anche lui costretto dalla vita a crescere in fretta. L’intesa è immediata, ma al primo giorno nella nuova scuola, Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori. Quanto costa amare qualcuno? Per Will troppo: se si scoprisse che frequenta una studentessa, perderebbe l’affidamento del fratellino. Eppure dimenticarsi è difficile, e più stanno lontano, più Lake e Will si innamorano, fino a scambiarsi confessioni dal palco di un locale, nascondendole in poesie tra le cui righe solo loro sanno leggere. Grazie a quei versi capiranno che non bisogna lasciarsi intimidire dal futuro, perché tutto ciò che sappiamo dell’amore è che l’amore è tutto (come dice in modo magistrale Emily Dickinson e tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita).


Questo ragazzo è praticamente perfetto.

Sto iniziando davvero a odiare questa frase (e le sue consimili). Alla fine e con triste probabilità salta fuori che il ragazzo in questione è: o l’insegnante, o un Dom ricchissimo e pretenzioso o un pazzo affetto da turbe psichiche. In Tutto ciò che sappiamo dell’amore siamo nel primo caso.

Proprio per questo scatta il dramma alla Romeo e Giulietta, che è solo una goccia nell’oceano della sfiga che sembra perseguitare questi due (Will e Lake). Sebbene abbia l’animo sensibile tipico delle fanciulle e mi sciolga volentieri per storie lacrimevoli, i drammi di Will e Lake sono così costruiti da risultare patetici e imbarazzanti.

La loro storia d’amore (sempre che così si possa definire) inizia in quarta: ignari di essere insegnante e studentessa, i due si frequentano e si innamorano. Il loro amore non può definirsi un insta-love, ma non ha nemmeno l’equilibrato sviluppo che dovrebbe avere. È tutto troppo veloce: capisco che la Hoover dovesse passare alla parte Romeo e Giulietta, ma la sensazione è che non ci sia abbastanza carne al fuoco per dare credibilità all’amore impossibile.

Dopo aver scoperto di essere insegnate e studentessa, i due iniziano un bailamme di avvicinamento e allontanamento tale da far girare la testa. Certamente spicca l’immaturità di Lake, che preferisce sproloquiare invece di parlare civilmente. Prima fa tutta la matura e dice di capire la situazione di Will (e di riflesso la sua) e poi pesta i piedi come una bambina. Bah.

Will, dal canto suo, le tiene testa con ormoni che colpiscono all’improvviso (“Scusa, non dovevo baciarti, mi sono scappate le labbra. Non succederà più”) e agghiaccianti reazioni di gelosia.

Will picchia uno studente che molestava Lake. Poi si scopre che Will ha gonfiato il tizio solo perché era geloso. Cavolo, se Lake fosse una ragazza intelligente, scapperebbe dall’altra parte!

Gli unici elementi che ho apprezzato in questo romanzo sono stati lo slam e la migliore amica di Lake, Eddie (sic. La Hoover ha un debole per i nomi strambi evidentemente). Lo slam, una gara di poesia, è stato un elemento di originalità, sebbene non tutte le poesie nel romanzo mi siano sembrate all’altezza. Eddie è la spalla perfetta della protagonista fiacca: originale, sveglia e poco melodrammatica. Il tipo di personaggio che ti aiuta ad arrivare alla fine.

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