“I stared down at the lifeless body of a boy whose face was all too familiar…”
Following the execution of Lukas Morris, Preternatural Private Investigator Kassandra Lyall told herself that she’d learn more about the local werewolf pack’s Alpha female. Just as she begins her investigation, she’s interrupted by a phone call from friend and ex-colleague, Detective Arthur Kingfisher. The body of a sixteen-year-old boy has been found. It’s not just any sixteen-year-old boy, it’s Timothy Nelson, a boy Kassandra knew was curious about the preternatural.
When Timothy’s body disappears during transport, Kassandra’s questions only increase. She realizes that Timothy’s death serves as a challenge, but it’s not a challenge directed at her. It’s a challenge aimed at her lover, the Countess vampire of Oklahoma, Lenorre.
While Kassandra tries to figure out if Timothy’s curiosity was his undoing, the biggest question of all remains unanswered.
Is Timothy Nelson dead or undead?
The Second Book in the Kassandra Lyall Preternatural Investigator Series.


Secondo appuntamento con Kassandra Liall, detective privata del paranormale. Ho apprezzato questo volume più del precedente, sebbene non siano mancati momenti lenti e qualche riferimento a libri già letti.

Innanzi tutto, il rapporto tra Lenorre e Kassandra si approfondisce e, nonostante le riserve della seconda, si fa importante. Naturalmente, spunta il cliché di lei che ha paura di impegnarsi e dell’altra che vuole di più, ma è disposta ad aspettare. Il tutto mescolato alla saggezza di Lenorre che è una vampira secolare e alla difficoltà da parte di Kassandra di capire il suo punto di vista. Roba già vista, bene o male, ma niente di particolarmente fastidioso. Diciamo che è uno dei tanti libri che ne parlano.

Rosalin diventa ufficialmente amica di Kassadra, ma subentra un’altra minaccia agli ormoni di Kassandra: Eris, una vampira sensualissima alle dipendenze di Lenorre. Una di quelle tipe che quando passano fanno voltare la testa a tutti. Kassandra è sconvolta dalla sua reazione, ma Lenorre la prende con molta filosofia (anche troppa). A volte Lenorre è davvero troppo ragionevole…

Infine, abbiamo Zachara, che sarà la sorpresa del libro (sempre che la si possa definire così). Da una parte, niente faceva presupporre la sopresa; dall’altra parte, una volta venutane a conoscenza, ho pensato: «Be’, certo». Una sorpresa senza sorpresa. In linea con l’adesione della serie (per ora) ai canoni del genere.

3 stars smaller

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