In uno spettacolare castello gotico, pieno di passaggi segreti, pavimenti oscillanti e scale in movimento, vive il conte Ostrov. La sua intera vita è mossa da un’ossessione: collezionare il maggior numero possibile di puzzle e libri di storie. Per questo ha incaricato Nicholas Flood, leggendario tipografo inglese, di realizzare il libro infinito, il racconto assoluto, senza inizio e senza fine. Ad assistere Flood nell’impresa c’è Irena, figlia di Ostrov, di cui il giovane si innamora. Ma Ostrov venuto a conoscenza della cosa rinchiude Nicholas nelle segrete del castello e Irena in una remota abbazia. Passeranno anni prima che Nicholas venga liberato e cominci il suo viaggio per ritrovare l’amore e terminare il libro infinito.


Ho scovato questo libro per caso, come spesso accade, e sono rimasta molto intrigata dalla trama. Un libro che parla di libri che vanno oltre i loro limiti: prometteva davvero di essere avvincente.

La prima metà lo è stata davvero. Ogni personaggio è così peculiare da far divorare una pagina dopo l’altra per saperne di più su di lui. Il castello del conte, poi, pieno di misteri, ingranaggi e libri rari è affascinante e promette sviluppi interessanti. Già pregustavo scenari pieni di significato quando sono arrivata alla seconda metà e il mio entusiasmo si è bruscamente raffreddato.

Qui, infatti, il romanzo perde il fascino del mistero e assume uno sconfortante guazzabuglio di azioni che vorrebbero essere avventure, ma hanno il solo merito di confondere il lettore, di fargli perdere il senso delle vicende (oltre che annoiarlo in alcuni punti). Un vero peccato, perché era un libro pieno di potenziale: a quale lettore non piacerebbe leggere la storia del libro infinito?

2 stars smaller

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