Per una volta Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, non deve uccidere su commissione, ma per guadagnarsi la libertà. Il figlio del tirannico re del Paese sta cercando un nuovo sicario che elimini i nemici di suo padre. Celaena, strappata ai lavori forzati cui era condannata, deve riuscire a sopravvivere tra ventiquattro contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e, dopo quattro anni di servizio, sarà infine libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l’amore e il talento non bastano per vincere. Quando gli altri candidati iniziano a morire uno dopo l’altro, Celaena capisce che la sua vita è sempre più in pericolo, e le persone di cui fidarsi sono sempre meno… A lei spetterà il compito di estirpare il male, prima che distrugga il suo mondo.


Ho aspettato un bel po’ stavolta prima di scrivere la recensione perché non so ancora bene quale sia la mia opinione su questo libro. Sicuramente, l’ho trovato migliore dei quattro prequel: Celaena è più coerente con il suo ruolo di migliore assassina di Adarlan, senza mai diventare Mary Sue.

E, soprattutto, è una donna. Nei fantasy, in molti fantasy con protagoniste donne guerriere, non è sempre scontato. Il leit motiv delle protagoniste è essere degli uomini gonnella: sono tutte dei maschiacci impenitenti, al punto da renderle pressoché indistinguibili dai loro simili (letterari) maschili. A questo proposito, continuava a tornarmi in mente questo brano:

«[…] Se le donne avessero il Potere, gli uomini sarebbero solo delle donne che non possono mettere al mondo i figli. E le donne sarebbero solo uomini con questa facoltà.»
«Ah!» esclamò Tenar e, con astuzia, osservò: «Non sono esistite anche delle regine? Anch’esse avevano il Potere.»
«Una regina è solo un re in gonnella» disse Ged.

La leggenda di Earthsea, Ursula K. Le Guin.

Una donna non è solo un uomo in gonnella: pretendere che sia così è sminuirla. Quindi ben venga la sua frivolezza nell’indossare abiti sfarzosi, il suo bisogno di curarsi le unghie, la sua voglia di flirtare. Celaena ha perfino le mestruazioni, bandite dall’esistenza di ogni guerriera, e ha perfino quei simpatici dolori che noi ragazze conosciamo bene (anche se vi auguro di no). Ah! Quasi mi vien dal ridere al pensiero che nessuno vi accenni mai… e il quasi è dovuto a tutta la mitologia negativa riservata alle mestruazioni.

Cosa non va, quindi? Mah, la mancanza di spessore, direi. Manca una visione di ampio respiro, che vada oltre i problemi del singolo personaggio. Mi manca il grande fantasy, quello che ti fa stare con il fiato sospeso perché la sorte dei personaggi decreterà la sorte del mondo. Ecco cosa manca. Per quanto la Maas abbia creato dei buoni personaggi (Celaena, Chaol, Dorin, Nehemia), nessuno di loro va oltre i propri problemi personali, nessuno di loro guarda oltre il suo piccolo microcosmo per darci quella visione di grandiosità che ha reso indimenticabili tanti fantasy.

3 stars smaller

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