Susan Michaels era una reporter molto quotata, fino a quando la sua reputazione non è stata messa in discussione e macchiata per sempre. Ora lavora in un piccolo giornale di Seattle, alle prese con tarme assassine e avvistamenti alieni, ed è convinta che la sua vita non possa andare peggio di così. Ma un giorno, nonostante la sua allergia ai felini, si ritrova costretta a adottare un gatto. Susan aveva messo in conto qualche starnuto, ma non aveva previsto che l’animale si sarebbe rivelato un affascinante e letale mutaforma, Ravyn Kontis, un Cacciatore oscuro. Ravyn è stato ferito da coloro che amava di più: senza pace e senza pietà, ha vissuto per tre secoli combattendo contro i demoni per salvare l’umanità. Per la prima volta, davanti a Susan, prova un sentimento di tenerezza. Prova desiderio. Amore. Proprio adesso che la battaglia decisiva sta per cominciare...


Leggere questo decimo episodio dei Dark Hunter è stato come ritrovare un vecchio amico. Solita faccia, soliti discorsi, ma è innegabile quanto l’incontro ci faccia piacere. Così è stato con Il lato oscuro della notte. Questi Were-Hunter sembrano avere tutti dei grossi guai in famiglia… tra tutti i fan potremmo mettere su gli Were-Hunter Anonimi!

Ciò non toglie che il bisogno di fare le coccole a questi ragazzoni sia soverchiante… e Ravyn, il protagonista di turno, è particolarmente coccoloso. Non guasta neanche che al suo fianco ci sia un tipa con gli attributi, Susan, che non esita a difendersi dai demoni con ottimi risultati.

Grande interesse ottiene il ritorno di Nick e gli scenari futuri che si prospettano per lui e Ash. Staremo a vedere… ma la pace tra i due sembra molto lontana (o, come dicono gli scienziati, estremamente improbabile).

Non posso non citare Savitar: intrigante, egocentrico e matto come un cavallo. Ogni volta che compare mi fa morire dalla voglia di saperne di più su di lui!

3 stars smaller

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