Ambrose Bierce, maestro di Ernest Hemingway, di Groucho Marx e di Woody Allen, ha definito questo suo irresistibile “Dizionario del diavolo” il “dizionario di un cinico”, precisando che il cinico è “una canaglia di vista difettosa che vede le cose come sono”. Ecco una campionatura delle sue “voci”: “applausi”, eco di una banalità, “bocca” nell’uomo accesso alla mente, nella donna uscita dal cuore; “complimento”, un prestito con interesse; “guerra”, sottoprodotto delle arti di pace; “pazienza”, forma minore di disperazione, travestita da virtù; “ricchezza”, i risparmi di molti nella mani di uno solo. In una sequenza di questo esilarante, provocatorio, tempestoso libro, Bierce ha riscritto i dieci comandamenti, tra cui: “Non pronunciare il nome di Dio invano, scegli il momento in cui serve”.


Se vi piace vedere il mondo da una prospettiva meno usuale e più cinica, non potete perdervi questo piccolo, geniale dizionario. Sebbene non tutte le definizioni abbiano la stessa forza, alcune sono memorabili.

emetico (agg. sost.) – Sostanza che suscita nello stomaco un improvviso e vivace interesse per quel che succede di fuori.

merito (s.m.) – Le qualità che dimostrano il nostro buon diritto a ottenere ciò che qualcun altro si prende.

prossimo (s.m.) – Uno che ci è stato imposto di amare come noi stessi e che fa di tutto per farci disubbidire.

Semplice e brillante. Un dizionario scherzoso, che fa ridere, ma fa anche molto riflettere. Sembra che dal 1906 (anno della prima pubblicazione) alcune “peculiarità” umane non siano cambiate per nulla… mentre altre sono entrate nel comune sentire e nella saggezza popolare (o forse ci sono sempre state).

sacerdote (s.m.) – Un uomo che si assume la cura della nostra vita spirituale per migliorare le condizioni della sua vita temporale.

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