I Signori degli Inferi: seducenti guerrieri immortali, legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere… Un guerriero intrappolato nell’oscurità… Una donna decisa a salvarlo da se stesso… Dopo aver sopportato indicibili torture negli Inferi, Kane non vuole avere niente a che fare con la bellissima Josephina. Anche se è stata lei a salvarlo, anche se è l’unica ad accendere in lui una passione divorante e, chissà come, è riuscita a insinuarsi nel suo cuore ferito. Perché quella donna sensuale e dolcissima, per metà umana e per metà Fae, rischia di risvegliare Disastro, il demone che dorme dentro di lui. E le conseguenze sarebbero terribili. Il loro amore è proibito, il loro destino inevitabile: vivere separati o morire insieme. A meno che…


Kane! Chi era costui? per parafrasare una celebre citazione da I Promessi Sposi. Il mio interesse nei confronti della sua storia era pari a zero: rimasto sempre ai margini del gruppo a causa del suo Demone (Disastro: potete davvero biasimarlo?), non ha smosso niente dentro di me, nemmeno quando è stato imprigionato all’inferno (leggi: per me poteva anche rimanerci).

Ho iniziato quindi la lettura arida di entusiasmo: infatti, la storia tra Kane e Josephine è una palla. Ora che la Showalter non ci delizia più con buone scene di sesso (tensione sessuale inclusa), lo sviluppo della relazione tra i due è un susseguirsi snervante di “Oh, sì! Mi ama” e “Oh, no! Non mi ama!”. Una storia d’amore tra schizofrenici.

Kane viene descritto come sexy. Ah, sì? Kane ha un trauma per quello che gli è accaduto nell’inferno. Ah, sì? Kane si vuole sacrificare per il bene comune. Ah, sì? Kane non sopporta più Disastro. Ah, sì? Non c’è stato dramma che me l’abbia fatto piacere. Per non parlare poi della descrizione fisica: dovrei interessarmi a un fustacchione quando me lo descrivi per sommi capi mentre ti tappi gli occhi con le mani?

La controparte femminile, Josephina, parte come ragazza simpatica e divertente (nella cara, vecchia tradizione Showalter… Anya Style), ma dopo dieci pagine si perde. Diventa una piaga senza personalità (salvo poi tirare fuori gli attributi alla fine per il gran finale).

Uniche note di colore e di interesse sono stati Torin e William. Torin sarà il protagonista della prossima storia e già mi sento male all’idea di come la nuova Showalter possa maltrattarlo. William è sempre il solito matto e va bene così: almeno lui, lasciacelo intatto così.

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