Utilizzando tutte le informazioni rese disponibili dalla lettura del patrimonio genetico, affiancate dai dati acquisiti da scienze come l’archeologia, l’antropologia, la storia, la demografia e la statistica, lo scienziato Luca Cavalli-Sforza, coadiuvato dal figlio Francesco, ricostruisce in questo libro le origini della razza umana e le cause delle diversità tra le varie popolazioni. Integrando la propria straordinaria esperienza di genetista con i risultati di ricerche paleontologiche e linguistiche, lo studioso, alla luce delle ultime illuminanti scoperte, ridisegna le mappe dei vari gruppi etnici, analizzandone la provenienza e lo sviluppo nell’arco di oltre centomila anni di storia. Risultato di questa notevolissima impresa di divulgazione è un’analisi lucida e puntuale che affronta con serenità paure ancestrali e fa piazza pulita di preconcetti, tabù e strumentalizzazioni che nel corso dei secoli hanno portato all’elaborazione di teorie razzistiche.


Forse invece di Se questo è un uomo di Primo Levi o Diario di Anna Frank dovremmo far leggere questo libro nelle scuole, affinché sia ben chiaro a tutti che il razzismo non solo è scellerato, ma è anche stupido.

L’autore intraprende un lungo viaggio attraverso la spazio e il tempo per dimostrarlo. Inizia dai cacciatori e raccoglitori dei nostri tempi per raccontarci di quando tutta l’umanità aveva quello stile di vita.

Poi ci conduce lungo tutta l’evoluzione dell’essere umano, il suo diventare agricoltore per necessità, il suo aumento demografico, il bisogno di spostarsi e stabilirsi in nuove terre. Cavalli-Sforza ci mostra (e dimostra) come tutte le differenze che possiamo percepire con i nostri sensi (colori e forme diverse tra esseri umani) sono tutti frutto della nostra straordinaria capacità di adattarci a ambienti diversi. E dovremmo eliminare alcuni portatori di queste particolarità che mostrano la straordinarietà dell’essere umano?

Anche perché la scoperta del DNA ha inequivocabilmente dimostrato che i nostri mattoni biologici sono gli stessi per tutti gli esseri umani della Terra. Anzi, sono andati oltre. Si è chiesto: ha senso il razzismo? La supremazia di una “razza” sulle altre? La risposta è no, senza ombra di dubbio. Innanzi tutto, non esiste una “razza pura”: siamo tutti così incrociati tra di noi che nessuno può essere definito “puro” da un punto di vista genetico. E se anche qualche pazzo squilibrato si mettesse a incrociare esseri umani per raggiungere la “purezza” (come si fa con gli animali), otterrebbe individui sterili. Sai che bel risultato…

Quindi il razzismo non ha alcun senso e da esseri intelligenti dovremmo riconoscerlo per quello che è: paura, invidia, ignoranza, che non si combattono con la pigrizia o il non voler vedere, ma con la ricerca di soluzioni intelligenti che massimizzino il benessere di tutti. Come dice Cavalli-Sforza, non è necessario rendere l’uomo più buono e altruista di quello che è (un programma che sembra non avere speranze) per migliorare una situazione difficile. Basta cercare soluzioni intelligenti.

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