Mi chiamano Samira, ho più o meno tredici anni e sono un’Assassina.
La storia del primo volume di Albion raccontata dal punto di vista di uno dei personaggi più interessanti della saga.
È consigliato leggere questo volume dopo avere letto Albion, perché NON è un opera a sé stante, e da per scontati sviluppi e rivelazioni del libro da cui è nato.
Dalla prefazione dell’autrice:
“Ed eccolo qui, il Diario di un’assassina, la voce di Sam offerta e dedicata a quanti hanno letto Albion. Diffiderei chiunque non l’abbia fatto a intraprenderne la lettura perché non è una storia che sta in piedi da sola. Acquisisce senso solo se conoscete gli eventi narrati in Albion. Così come le risposte interessano solo a chi si è posto le domande.”


In questa storia breve ci troviamo ad assistere agli avvenimenti del primo libro visti dalla prospettiva di Samira più qualche informazione sulla vita di questa ragazza.

In Albion, ero rimasta piuttosto indifferente nei confronti di Samira. Non la odiavo, ma non facevo nemmeno il tifo per lei. Dopo questa storia breve, sono felice che faccia parte del gruppetto e che la ritroveremo nel prossimo libro (spero).

Il punto di vista di Samira è molto interessante: da una parte c’è il suo cinismo, necessario per la buona riuscita del suo piano; dall’altra parte è sorpresa dalla piega che prendono alcuni eventi e dalle reazioni inaspettate di alcuni (Marco in testa, manco a farlo apposta!).

3 stars smaller

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