Gli Angeli delle Tenebre: impavidi guerrieri che lottano contro il male, rischiando di perdere l’immortalità e di essere cacciati per sempre dal Regno dei Cieli.
Un angelo che ha perso le ali…
Una donna che ha perso la speranza…
Cupo e spietato, con occhi neri come l’abisso, Koldo desidera solo vendicarsi dell’angelo crudele che gli ha strappato le ali, pur sapendo che cedere all’odio e alla rabbia che gli ardono dentro lo condannerebbe alla dannazione eterna. L’unica creatura capace di sciogliere la gabbia di gelo che imprigiona il suo cuore è Nicola, un’umana fragile e delicata che cerca coraggiosamente di resistere ai demoni che la tormentano. E pur continuando a lottare contro il dovere, il destino e il primo inebriante assaggio di desiderio, a poco a poco Koldo si rende conto che per salvare la vita di quella seducente rossa sarebbe disposto a tutto. Persino a sacrificare la propria immortalità.


Ho avuto dei seri problemi con questo libro. Veramente. Più lo leggevo e più mi veniva da pensare a Do Nascimento e Vanna Marchi.

Tutto il libro sembra il vademecum del perfetto truffatore: sei malato? E’ perché ci sono i demoni cattivi (che tu non puoi vedere perché i tuoi occhi sono accecati e limitati a vedere solo il mondo materiale e non spirituale) che ti perseguitano e ti fanno stare male. E come si fa allora? Eh, devi credere nell’Altissimo, chiedere il Suo aiuto e seguire i consigli di Koldo (l’angelo protagonista, alias Do Nascimento).

Ora, essendo un fantasy, tutta la faccenda dei demoni è reale, ma la sensazione di star leggendo c*****e a palate non è diminuita. Gena, che c***o mi combini? Cos’è questa roba? Me l’hai condita pure con poca azione e tante – troppe – spiegazioni su come funzionano le cose tra gli angeli, i demoni e l’Altissimo. Una palla pazzesca.

Solo quando compaiono William e, soprattutto, Axel si riconosce un po’ della vecchia, cara Gena… vi prego, vi prego ridatemela indietro! Le risate in compagnia dei suoi romanzi mi mancano…

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