Cosa accomuna un manipolo di mercanti e giardinieri inglesi, un intraprendente agricoltore americano e il botanico svedese più famoso di tutti i tempi? Fairchild, Miller, Bartram, Collinson, Banks, Linneo: sono solo alcuni membri della «confraternita dei giardinieri» che, con ruoli, motivazioni e interessi diversi, nel corso del Settecento animarono una vera e propria «rivoluzione botanica», così profonda e invasiva da aver dato forma non solo ai giardini e ai parchi inglesi così come oggi possiamo ammirarli, ma perfino a un «paesaggio psicologico» di provata «britannicità», un tratto inconfondibile nei costumi e nelle propensioni di un popolo. Sullo sfondo delle grandi esplorazioni di James Cook e degli anni cruciali che portarono alla nascita degli Stati Uniti d’America, il giardino all’inglese non divenne solo il passatempo e l’ossessione per milioni di inglesi – oltre che un lucroso affare per molti di loro – ma simbolo e veicolo stesso dell’Illuminismo, espressione visiva di un paese famoso per essere la «sede della libertà».
In pochi decenni, quei pionieri riuscirono a unire orticoltura pratica, botanica sistematica ed espansione coloniale in un progetto omogeneo, rafforzando il potere imperiale di una nazione sul mondo: questo libro, a metà tra il saggio e il romanzo storico, ripercorre l’avventura di coloro che riuscirono a plasmare con le proprie mani il «capolavoro della natura» e a penetrarne i segreti.


Questo libro è davvero fantastico e mi è piaciuto tantissimo! Si presenta come un saggio su come e quando è nata la botanica e la passione smodata degli inglese per i giardini, ma sembra un romanzo.

E’ evidente, anche dalle numerosi fonti citate, che l’autrice si è documentata molto per scrivere questo libro e il risultato è entusiasmante. Ogni vicenda, storica o scientifica, viene narrata dal punto di vista dei protagonisti, descritti con cura nella loro passione per la botanica e nelle loro manie (e credetemi, Linneo sta in cima alla lista dei matti).

Interessantissimo vedere come alcune vicende storiche abbiano influito sullo sviluppo della botanica (come la scoperta dell’Australia) e quali storie avventurose ci siano dietro ogni nuova pianta trovata.

Inoltre, l’autrice ha condito la narrazione con numerosi aneddoti, alcuni molto divertenti, che rendono questo libro assolutamente incantevole. Una lezione di storia e scienza che tutti noi avremmo voluto seguire a scuola.

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