Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d’origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che non si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità de Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… forse, e i segreti del passato rischiano di essere fatali.


Ebbene, siamo arrivati al terzo libro, tutte le Grandi Rivelazioni sono state fatte e tutti vissero felici e contenti (fino alla prossima trilogia).

Con mio grande rammarico questo libro era più lungo dei precedenti e infatti mi è risultato più noioso dei primi due. Soprattutto l’inizio è stato di una noia mortale. Clare, possibile che tu debba farci penare così tanto per confermarci ciò che dici implicitamente da circa 800 pagine?

Oltre a ciò c’è stato uno spiacevole stravolgimento dei caratteri dei personaggi. Stravolgimento, non evoluzione. Alec, Jace, Simon… ma chi sono questi? Le loro controfigure? Il cambiamento di Jace è stato il più sbalorditivo: è diventato una delicata dama da compagnia in lacrime per una spina di rosa penetrata nelle sue dita delicate. Dov’è finito il Cacciatore capace di sbaragliare eserciti di demoni in solitaria? Il Cacciatore dalla lingua tagliente? Boh… Ha subito un trapianto di personalità…

Il fatto è (e gira e rigira con la Clare si torna sempre lì) che l’autrice non mostra niente. La storia va tranquillamente (anche troppo alle volte) avanti e poi ad un certo punto la Clare ti inserisce a tradimento un commento sul carattere di un personaggio. E tu, lettore, cadi dalle nuvole, perché le cose sono due:

  1. era evidente dallo svolgimento della storia;
  2. non si capisce da dove arrivi l’analisi psicologica perché fino a quel momento non si aveva avuto sentore che le cose stessero in quel modo.

E da qui si arriva a Magnus Bane. Perché tutti lo adorano? Perché la Clare non lo viviseziona come fa con gli altri personaggi. Magnus è un personaggio intrigante e misterioso sul quale il lettore può fantasticare in libertà senza paura che l’autrice gli rifili un’analisi psicologica nel corso della narrazione.

Nota finale sulla copertina italiana: ma che roba è? Sembra un cadavere ripescato in un fiume! Se proprio le case editrici non vogliono pagare per avere i diritti sulle cover originali, ne scelgano una che sia esteticamente piacevole…

1 star

Annunci