Cos’ha di speciale Stephanie PIum? Apparentemente non molto. E’ carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una città del New Jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova disoccupata, visto che al Borgo sono tutti imparentati tra di loro, pensa di andare a chiedere aiuto al cugino Vinnie, che ha un’agenzia di cauzioni: presta soldi a chi deve uscire di prigione fino alla data del processo, ma se i debitori non si presentano in tribunale spedisce sulle loro tracce degli agenti incaricati di catturarli e portarli alla polizia. E Stephanie capita proprio al momento giusto per occuparsi dell’incarico migliore: acciuffare l’irresistibile, affascinante, canagliesco Joe Morelli, con cui aveva avuto una torrida avventura (come peraltro metà delle donne del New Jersey), ora poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola, manette e spray antiaggressione, Stephanie si improvvisa agente di recupero cauzioni; ha a che fare con un campionario di maniaci sessuali, ubriaconi e perditempo, e si ritrova coinvolta in vicende paradossali che però conducono tutte allo stesso mistero di cui Morelli sembra la chiave. E come se non bastasse, un pericoloso assassino, completamente pazzo, non vede l’ora di metterle le mani addosso e ridurla in fin di vita…


E’ quanto meno attuale leggere di una donna che ha perso il lavoro e non sa che pesci prendere per riempire il frigorifero. Sono momenti che tirano fuori la creatività di una persona.

Stephanie Plum è particolarmente creativa. Rimasta senza lavoro, si reinventa agente di recupero. Di persone che, pagata la cauzione con i soldi prestati loro da suo cugino Vinnie, se la svignano. Non ci sarebbe niente di strano se Stephanie non fosse assolutamente terrorizzata dalle pistole e assolutamente incapace di stare lontana dai guai.

Ma si sa, bisogna fare di necessità virtù e Stephanie riesce a convincere suo cugino ad affidarle un caso. E proprio il caso vuole che debba riacciuffare Joe Morelli, poliziotto accusato di omicidio, che aveva convinto la nostra seienne Stephanie a giocare al treno (indovinate che faceva il treno e chi la galleria?) e dieci anni dopo le aveva sfilato le mutandine (e non perché doveva fare la lavatrice).

Joe Morelli è il bad boy che fa impazzire le ragazze (come pare sappiano tutte quelle del New Jersey) e le lettrici. Affascinante, misterioso, scaltro, inafferrabile (purtroppo per Stephanie): impossibile resistergli. Le gag tra lui e Stephanie vi faranno morire dal ridere.

Perché è questo che si fa leggendo questo libro. Si ride. A crepapelle (non vi dico le scene mentre ero sul treno). E non solo per Joe Morelli e Stephanie insieme (e tenete conto che Stephanie fa già ridere molto anche da sola). Se penso alla famiglia Plum mi ribalto sulla sedia. Nonna Mazur in testa (ragazzi, quando fa saltare in aria il pollo, pensavo di morire).

L’unica pecca è stata la parte del giallo. Fin da subito appare abbastanza chiaro chi è il cattivo, nonostante i tentativi di depistaggio. Ma sapete una cosa? Ho già iniziato il secondo e sto continuando a ridere come una pazza. Quindi, chi se ne frega del giallo. Leggete e ridetene tutti!

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