Menolly, la giovane arpista del pianeta Pern, era scappata di casa, aveva vissuto sola in una caverna, era sfuggita alla minaccia dei mortiferi Fili che venivano da un altro mondo, aveva impresso lo Schema a nove lucertole di fuoco, e aveva composto alcuni poemi che erano piaciuti a Robinton, il maestro arpista di Pern. Adesso, era tranquilla. Viveva nella Sede degli Arpisti, insieme con tanti altri che studiavano le tradizioni della Terra perduta. Ma, e il futuro? Le sue musiche, i suoi versi, cominciavano a piacerle sempre di meno. Le sue lucertole di fuoco, benché fossero creature splendide, spesso costituivano un fastidio per gli altri. I suoi compagni nella Sede degli Arpisti non la interessavano. Quale sarebbe stato il suo futuro? La vita, poi, nella Sede degli Arpisti, era più complicata di quanto Menolly si aspettasse. C’era troppa gente, troppe cose da fare, troppa confusione. Le lucertole di fuoco erano agitate e nervose. E poi, doveva superare una serie di esami. I Maestri che dovevano esaminarla, l’avrebbero trovata adatta a rimanere? E, in fondo, le conveniva davvero rimanere in un posto dove si sentiva estranea? Ci sarebbe voluto ancora molto tempo prima che Menolly si rendesse conto pienamente del suo ruolo all’interno della società di Pern, il pianeta dei Cavalieri dei Draghi, unica difesa contro la periodica invasione delle spore spaziali. Ma, una volta scoperto, questo ruolo si sarebbe rivelato importantissimo per se stessa e per tutto il suo mondo.


Nel primo volume della trilogia avevamo lasciato Menolly nella Sede degli Arpisti e qui la ritroviamo nel secondo, che racconta i suoi primi giorni da apprendista.

Il suo futuro le appare fin da subito meno dorato di quanto immaginasse (come spessa accade quando si affronta la realtà). Non tutti, infatti, dimostrano l’apertura mentale di Robinton, il Maestro Arpista. Menolly dovrà dimostrare di avere talento e di non essere solo un capriccio di Robinton.

Per non parlare poi delle invidie che susciterà nelle altre ragazze, che sono allieve, ma non apprendiste. Nello specifico, i loro facoltosi genitori/parenti prossimi, magari Signori di una Fortezza, pagano la Sede degli Arpisti perché venga insegnato loro a suonare e cantare. Quindi non diventeranno mai Arpiste (mestiere d’altro canto ritenuto inadatto per una donna).

Ma Menolly tirerà dritto e si impegnerà per tornare a suonare come un tempo, non senza difficoltà e ripensamenti e non senza l’aiuto di Robinton e Sebell. Il cambiamento non è automatico: le vecchie consuetudini sono radicate nella mentalità delle persone, ma, come dice Robinton a proposito del Maestro Morshal, uno dei più ostili a Menolly:“L’antipatia di Morshal per le donne è il divertimento di questa Sede, Menolly. Dimostragli la cortesia dovuta al suo rango e alla sua età, e ignora i suoi pregiudizi”.

Ancora una volta, con una semplice frase, Anne McCaffrey ci mostra il passato e il presente. I pregiudizi di Morshal non sono più così diffusi e radicati, soprattutto nell’ambiente “accademico” e tra i giovani allievi, che mostrano più curiosità che non freddezza nei confronti di Menolly. L’ostilità viene principalmente da chi era abituato ai privilegi che derivavano dalla vecchia tradizione – e Anne McCaffrey non esita a mostrarci tutta la loro grettezza e ignoranza.

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