I Fili! Il terrore la inchiodò al suolo. Un urlo lontano la riscosse. Fuggi alla ricerca di un riparo contro la morte che cadeva dal cielo. Mentre correva, senti il rombo delle ali del Draghi che si alzavano in volo, vide le loro ombre immense profilarsi sul terreno. Sulla sua testa, si accendeva la battaglia. Semisoffocata dall’odore della pietra focaia, Menolly si gettò a terra, al riparo di una roccia…
In questo romanzo, il quarto della fortunatissima serie dei « Dragonieri di Pern », Anne McCaffrey introduce nuovi personaggi. In particolare, la giovane Menolly, che vorrebbe diventare Arpista, conoscere le ballate che narrano dello strano destino del pianeta Pern, ma ne è impedita dalle circostanze e dalla volontà di chi le è attorno. « Il canto del Drago» racconta le sue avventure in uno dei più strani pianeti dell’universo, popolalo di draghi telepatici e lucertole di fuoco, sottoposto alla minaccia sempre incombente delle mortifere spore che filtrano dallo spazio sconosciuto, culla di una civiltà che ha dimenticato la cultura e le tradizioni della madre Terra per creare nuovi miti, nuove leggende e un modo di viver completamente diverso da quello che vigeva sul pianeta natale.


Nuova trilogia incentrata su Pern, dove ritroviamo – come di consueto – i vecchi personaggi, ma il protagonista questa volta è una ragazza, Menolly (conosciuta in Il drago bianco, ambientato qualche anno dopo Il canto del drago).

Menolly ha lo straordinario dono della musica: canta e compone canzoni meravigliose, ma nella tenuta dove vive non può esercitare il suo talento perché, secondo suo padre Yanus, Proprietario della Tenuta Marina, una ragazza non è adatta a fare l’Arpista e porterebbe disonore alla loro comunità.

Conosciamo quindi una Menolly infelice e costretta a nascondere e reprimere il suo talento: vediamo la sua fragile autostima continuamente minata dalla disapprovazione dei genitori – soprattutto paterna – e dalla convinzione che tutti siano d’accordo sul suo essere una “portatrice di disonore”. E non le giova nemmeno una sorella gelosa e acida come uno yogurt andato a male…

Gli eventi precipitano: Menolly perde tutto quello che le ha dato gioia nella Tenuta Marina, ma riuscirà anche a liberarsi dalle pastoie del suo mondo e a trovare persone che le daranno fiducia e crederanno in lei e nel suo talento.

Sembrerebbe una storia come tante su un’adolescente incompresa se Anne McCaffrey non ricamasse sottilmente nella trama un messaggio che sembra starle davvero a cuore: l’importanza della conoscenza e della sconfitta delle tradizione che impediscono agli abitanti di Pern di migliorare la loro condizione.

Come dice Robinton, il mitico Maestro Arpista, il compito della loro Arte è quello di diffondere la conoscenza, compito che non implica anche trasmettere fedelmente le tradizioni. Ci sono tradizione che, con il progresso della conoscenza, perdono significato ed è stupido rimanervi attaccati. Questo è anche il compito di un buon Arpista: aprire la mente delle persone con la conoscenza, che non deve assolutamente rimanere patrimonio di poche persone.

Ecco perché Robinton capisce immediatamente il valore di Menolly: non è solo una potenziale Arpista dal raro talento, ma è anche un importante veicolo del cambiamento in atto a Pern.

Il suo problema era che aveva il compito di provocare un cambiamento, inizialmente sottile, nella realtà che aveva trovato, perché Robinton, il Maestro Arpista, voleva che i suoi artigiani inducessero i Signori, i Proprietari e i Maestri delle Arti a interessarsi a qualcosa di più, al di fuori degli interessi immediati delle loro terre, delle loro Sedi, della loro gente. Gli Arpisti non si limitavano semplicemente a cantare e a narrare: erano gli arbitri della giustizia, i confidenti dei Signori e dei Maestri delle Arti… e plasmavano i giovani.

E Anne McCaffrey crede molto nei giovani: sono loro di solito ad avere le idee più innovative e a spingere perché la tradizione cambi per il benessere di tutti.

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