Ogni duecento anni il pianeta Pern viene sfiorato da uno strano corpo celeste che, propagando spore minacciose, distrugge tutto ciò con cui viene in contatto. Per scongiurare questa ciclica catastrofe i coloni hanno creato una nuova specie: i Draghi, possenti creature alate che solcano i cieli in una dimensione attraverso lo spazio e il tempo. Ma ultimamente i Fili invasori sembrano avere cambiato strategia: giungono dallo spazio interplanetario a intervalli sempre più imprevedibili e ciò rende sempre più difficile incontrarli a mezz’aria, a cavallo dei Draghi, per distruggerli. Ma, se i Draghi sono in grado di viaggiare attraverso lo spazio e il tempo, perché non organizzare una spedizione sulla Stella Rossa per sbaragliare i nemici?


Coinvolgente quanto – e forse più – del primo volume. I punti di vista sono aumentati, così come i filoni, ma davvero Anne McCaffrey ci fa gioire e soffrire con i suoi personaggi.

Naturalmente, ritroviamo F’lar e Lessa, coppia matura, ma ancora scoppiettante. Lui leader carismatico, lei abile nelle trattative, insieme cercano di combattere le antiche tradizioni per dare ai pernesi armi più efficaci contro i terribili Fili – organismi filiformi ed estremamente voraci che distruggono forme di vita vegetali e animali – e una qualità della vita migliore. Una battaglia tutt’altro che semplice, in cui si scontrano convinzioni anacronistiche, interessi personali, lotte per il potere e necessità di cambiamento.

Ad aiutarli c’è il fedele F’nor, irresistibile fratellastro di F’lar. Il mio desiderio si è esaudito e in questo volume è molto più presente – e vi farà penare parecchio, insieme a Brekke, promettente Dama del Weyr. Più gioviale e pronto allo scherzo del fratellastro, F’nor è uno di quei personaggi capaci di entrarti dentro e di uscirne più. Sì, perché non è solo la spalla di F’lar. F’nor è un personaggio sfaccettato e complesso. E’ sì un valoroso dragoniere, ma è anche un uomo premuroso e talvolta insicuro (molto bella la scena in cui rivede F’lar e Lessa dopo il casino combinato da Kylara).

Pronto a favorire il cambiamento è anche Robinton, Maestro Arpista, grande amante del vino di Benden. Un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua pronta.

Bizzarro in stile scienziato pazzo è Fandarel, Maestro Fabbro in grado di riprodurre le macchine del passato e di inventare straordinari marchingegni. Lavoratore instancabile, è assolutamente impossibile distoglierlo da un progetto una volta che è si è gettato anima e corpo.

Poi abbiamo Lytol, Reggente di Ruatha, ex dragoniere. Uomo cupo e infelice dopo la perdita del suo drago e rigido nell’educazione del giovane Jaxom, figlio di Fax e Gemma. La sua rettitudine è ammirevole, il suo dolore, sopportato con grande dignità, straziante.

E Jaxom (che immagino sarà molto importante in futuro) è davvero un gran personaggio. A metà tra la spensieratezza dei bambini e le responsabilità degli adulti, ispira grande tenerezza per la sua storia e per le sue scelte coraggiose. Grande amico di Felessan, unico figlio di F’lar e Lessa, insieme combineranno un bel guaio e scopriranno al tempo stesso qualcosa di molto importante.

Naturalmente, abbiamo anche i personaggi spiacevoli, per così dire. T’ron, Kylara e Meron su tutti.

T’ron rappresenta al massimo le vecchie idee, la tradizione, le consuetudini intoccabili. E si dovrà arrivare sull’orlo del disastro prima che gli Antichi capiscano che la loro visione del mondo non salverà Pern, ma anzi lo porterà alla distruzione.

Kylara è un personaggio un po’ particolare. Egoista fino al midollo, non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni e finirà per portare se stessa alla rovina. Impossibile non odiarla perché quanto di meno empatico ci possa essere, ma alla fine si prova pietà per lei e i suoi piani dissennati.

Meron è semplicemente odioso dall’inizio alla fine. L’unico sentimento che scatena è il desiderio di farlo mangiare dai Fili. Il modo in cui tratta la sua piccola lucertola di fuoco… grrrrrr, davvero un bastardo!!!

4 stars smaller

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