Dopo i Vampiri, i Licantropi, i Maghi e gli Angeli Caduti, una nuova schiera di Angeli sta per trascinarvi nel suo mondo oscuro. Una stirpe antica, letale, che non lascia scampo. Sono i Sotterranei, giustizieri della morte, ombre del destino… e sono qui per ucciderci. Sotto gli ordini dei Màsala, l’antica confraternita oscura al servizio del fato, gli Angeli della morte operano perché il destino di ogni uomo sulla terra si compia.
Ma cosa accade quando entra in gioco l’amore? Puo’ un Angelo della morte rinnegare se stesso e sfidare il destino? Puo’ l’amore ribellarsi al fato?
Quando Gemma incontra per la prima volta lo sguardo vitreo, penetrante e tenebroso di Evan James, un’ombra minacciosa si insinua con prepotenza nella sua vita, fino a condurla all’inevitabile scontro con il suo destino, ormai segnato. Lei non sa che Evan è un servo della morte. E la morte ha scelto lei. La sua ora è scattata, Gemma deve morire… e lui ha l’ordine di ucciderla.
Ma cosa accade se lei è l’unica che riesce a vederlo?
Contro Ogni Regola. Contro Ogni Destino. Contro Tutto e Tutti. La storia di un amore proibito e di due destini uniti in circostanze avverse.


Non c’è niente, ma proprio niente, che mi sia piaciuto in questo romanzo. Andrò per gradi.

La copertina

Oh sì, fa molto gothic e attira subito l’occhio, ma guardandola meglio sembra che lui la sorregga mentre vomita… non esattamente un’immagine invitante…

La grammatica

E’ un romanzo auto-pubblicato, quindi qualche svista me l’aspettavo, ne ho trovate spesso in questo tipo di libri. Ma non si può ignorare un massacro. Ci sono così tanti errori da dare l’impressione che non sia mai stato riletto prima della pubblicazione. Un esempio?

Ero sola in quella stanza, i fantasmi non esistevano e i morti non tornavano… giusto? Perché allora mi sembrava che non fosse così? E cosa centrava Evan con quella sensazione? Possibile che l’ossessione per lui mi stesse conducendo alla follia?

Già, cosa centra Evan esattamente? Un muro con la testa? Boh…

Le scelte lessicali

Si possono solo descrivere come imbarazzanti, irrealistiche e assolutamente barocche. Ma vi pare possibile che un’adolescente pensi usando queste parole?

Eppure non potevo continuare a ignorare ciò che mi accadeva intorno. Non potevo fingere di non vedere la sfumatura tenebrosa che gli velava gli occhi.
Sentii un fremito di terrore attraversarmi le ossa.

Non è il linguaggio che un’adolescente, per quanto raffinata e secchiona, userebbe per descrivere quanto le accade. E’ così irrealistico da risultare ridicolo.

Per non parlare della ridondanza di certi aggettivi. Oscuro, mistico, agghiacciante, misterioso, spettrale compaiono ogni 3per2 rendendo la lettura pesante senza peraltro riuscire a dare al romanzo quell’atmosfera gotica che l’autrice voleva forse suggerire.

C’è anche una quantità allarmante di espressioni assurde. Per esempio Divaricai con ansia il cancello fa venire in mente una violenza contro il povero cancello, non un voler tornare a casa in fretta e furia… e Tentai a fatica di non sottrarmi al suo sguardo, ma avevo di nuovo l’impressione che lui stesse tentando di penetrarmi, come se volesse impormi di desistere fa pensare a un imminente rapporto sessuale, non a uno sguardo intenso…

La sintassi

Il congiuntivo, questo sconosciuto!

Prima che sarebbe stato troppo tardi.

E ho dovuto rileggere più volte alcuni periodi perché non riuscivo a capire il loro significato. A cosa si riferisse, per esempio, un certo gerundio o una certa relativa. L’autrice ha evidentemente una simpatia particolare per la complessità, ma non sempre riesce a gestirla con efficacia. E questo, mi duole dirlo, dà l’impressione che non sappia scrivere, visto che i fronzoli servono a mascherare ciò che non si vuole far vedere.

La storia

Qui sarò breve. E’ un Twilight 2.0. Nessuna originalità.

I personaggi

Lei – Gemma – è la classica bella ragazza che si crede un cesso e con un desiderio malsano di sacrificarsi per il suo ragazzo (del quale, ovviamente, non sa niente, ma, grazie ad una connessione mistica, capisce che è l’amore della sua vita). Si dimostra anche una grande str**** nei confronti delle amiche – tutte superficiali che pensano a vivere allegramente la loro vita invece di interrogarsi sui grandi misteri della vita come fa lei.

Lui – Evan – è l’Angelo della Morte serio che fa il suo dovere e che un giorno spera di redimersi. Poi incontra lei e – grazie alla connessione mistica – manda tutto a p*****e. E naturalmente è sexy quanto un tronco di pino.

L’altro – Peter – è l’amico umano di Gemma. Sparisce senza lasciare traccia a metà romanzo. Da qui si comprende la grande considerazione di Gemma per l’amicizia.

Poi abbiamo Ginevra, la sorella di Evan. Una str**** pure lei, visto che pretende di prendere una decisione mooolto importante per la vita di Gemma senza dirle niente. Ah, e ovviamente è bellissima.

I fratelli di Evan, Drake e Simon, sono i simpaticoni della situazione. Ovviamente compaiono pochissimo.

Il cattivo è un po’ schizofrenico. A parte il fatto che compare solo alla fine (dopo pagine e pagine di connessioni mistiche, oscurità, misteri, etc…), non si capisce se debba fare il cattivo-senza-pietà o il non-proprio-cattivo-ma-solo-sfortunato-infelice. Alla fine non l’ho capito.

Come non ho capito quando Evan avrebbe sfidato i Màsala (i “datori di lavoro” degli Angeli della Morte) per tenersi Gemma… boh…

1 star

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