Riconosciuto come il primo romanzo psicologico moderno, “La principessa di Clèves” è lo studio analitico e partecipe della vita interiore della protagonista, la registrazione sottile e meticolosa della sua complessità emotiva, del suo svolgersi misterioso e inatteso, fatto di repentine, impossibili felicità, di solitudini, di segreti abbandoni. Scrittrice di grande sobrietà e purezza stilistica, Madame de La Fayette avvolge i suoi personaggi in un meccanismo narrativo brillante e attento alla ricostruzione storica, particolarmente felice nella rappresentazione della vita di corte.


La principessa di Clèves è la storia di una giovane donna che sacrifica il suo cuore sull’altare della paura di soffrire.

Sposata ad un uomo che la ama, la principessa di Clèves si innamora del duca di Nemours, non meno degno del marito del suo amore. La sua tranquillità e la sua pace scompaiono quindi nel timore di tradire il marito, un’azione tanto lontana dal suo carattere e dalla sua educazione.

Deciderà quindi di agire contro le convenzioni amorose e mondane dell’epoca: confesserà al marito la sua debolezza, scaricando così sulle spalle del consorte il peso di una consapevolezza che lo divorerà. Così facendo, però, metterà se stessa al sicuro dal cedere alle lusinghe del duca di Nemours senza impedirsi di fantasticare su una loro relazione.

La principessa di Clèves si dimostra un personaggio egoista che mira alla propria serenità, che per lei equivale a rinunciare ad ogni pena d’amore. E per raggiungere il suo scopo continuerà ad usare la figura del marito anche da morto, finché il suo isolamento non le garantirà la tranquillità che aveva sempre desiderato.

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