L’essenzialità, la finezza descrittiva, i personaggi indimenticabili hanno fatto di questo romanzo un “classico moderno”. Il misterioso, affascinante e inquieto Gatsby, con le sue feste stravaganti, il lusso e la mondanità di cui si circonda, non mira in verità che a ritrovare l’amore di Daisy. Ma è possibile ricatturare il passato? Nello scenario dei frenetici anni Venti, di cui Fitzgerald e la moglie Zelda furono protagonisti, il desiderio di Gatsby diventa emblema di un sogno di assolutezza, che la realtà frantuma e disperde. Molti grandi attori hanno prestato il loro volto a Gatsby e Daisy, tra i quali Robert Redford e Mia Farrow nel 1974, Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan nel 2013.


Questo è un romanzo su un sogno che chiunque abbia vissuto abbastanza da “sapere come va il mondo” definirebbe assurdo. Folle. Fanciullesco. Qualunque persona di questo tipo avrebbe dissuaso un amico dal credere in quel sogno.

Eppure è difficile resistere al fascino di questo sogno. Perché? Perché ha la forza dei sogni dell’adolescenza, quando si è invincibili di fronte al mondo. Quando si ha la forza e l’indeterminatezza di essere qualunque cosa.

E qual è questo sogno? Cosa vuole Jay Gatsby? Egli vuole sposare la donna che ama, Daisy, e per farlo lui, povero soldato di umili origini, deve rendersi degno di lei agli occhi del mondo. Come? Diventando ricco, ma così ricco da non poter essere ignorato.

Ebbene, Gatsby ci riesce. Ma Daisy, desiderosa di mantenere costante il suo livello di benessere, si è già sposata con il rampollo di una ricca famiglia, Tom Buchanan. Ricco quanto rozzo, Tom condivide con molti – forse tutti – dei suoi pari la convinzione che gli arricchiti siano feccia inferiore, incapaci della loro specchiata moralità.

Ma la moralità di Tom non emerge mai dal romanzo. Mai. Tom, come Daisy d’altro canto, è terribilmente superficiale. Essere da sempre stati abituati a schioccare le dita e ad ottenere quello che volevano li ha resi incapaci di dare il giusto valore a cose e persone.

E questo abisso tra il sogno di Gatsby e la superficialità di Daisy annienterà il primo e salverà la seconda. E l’ordine – sbagliato, corrotto, ma pur sempre ordine – del mondo sarà preservato. Gatsby sapeva che il denaro non ha valore. E’ ciò che possiamo comprare con il denaro a possedere il valore. E questo Daisy, donna in cerca di stabilità, e Tom, uomo fiero delle sue origini, non l’hanno mai capito.

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