Benvenuti a Ondine, soporifero paesino della Louisiana in cui non succede mai niente. L’unico fatto degno di cronaca risale a molti anni fa, quando un ragazzo scomparve misteriosamente. C’è chi dice che sia affogato nel lago, chi sostiene che sia scappato lontano.

Questo posto dimenticato, popolato da ragazzini indolenti, vecchi benpensanti e manovali non offre molti diversivi per Iris e Colette. Le due amiche inseparabili si preparano a passare l’afosa estate dei loro quattordici anni fra noia e sogni di fuga dalla monotonia.

Ma quella caldissima estate, inaspettatamente, si rivela per loro piena di segreti, misteri e scoperte, tra l’emozione di esperienze normali, come il primo amore, e paranormali, poiché a Ondine il posto più vivo sembra essere il cimitero.


Ho sentimenti contrastanti nei confronti di questo libro. Se da una parte mi è piaciuto, da un lato l’ho trovato un po’ noioso.

La parte piacevole è sicuramente lo stile dell’autrice che, pur nella sua semplicità da ghost story per ragazzi, non manca di inserire elementi di originalità. Il mistero viene sapientemente costruito, sebbene nella prima metà il libro risulti, a parer mio, un po’ lento.

La storia viene narrata in prima persona da Iris, una ragazzina in bilico tra l’essere bambina e l’essere adolescente, sempre in giro con la sua amica Colette, decisamente più tendente verso l’adolescenza e ancor più decisamente smorfiosetta. Ma quando si nasce in un paese di poche anime, bisogna accontentarsi di quello che c’è. E Iris, infatti, sta con Colette, sebbene la loro amicizia oscilli pericolosamente verso la rottura.

Ad alterare l’equilibrio ci pensa un certo Ben, il ragazzo adocchiato da Colette, che però sembra più attratto da Iris. Neanche i suoi problemi familiari me lo hanno rese più simpatico. Per me rimane un bietolone senza coraggio e senza nerbo. Meno male alla fine ci pensa Iris a dirgli di andarsi a fare un giro… lei mica può tradire così la sua amica!

La parte di mistero parte molto lenta. Dopo che la protagonista ha accidentalmente evocato il fantasma di Elijah Landry, ci vorrà un bel po’ prima che accada qualcosa che alzi davvero il pathos. L’attesa comunque è ripagata da un rapido susseguirsi degli eventi, che rendono la seconda metà del romanzo più scorrevole ed interessante.

Il finale è stato abbastanza sorprendente (anche se non proprio scioccante), specie sulla storia del povero Elijah Landry e sul ruolo che i vari personaggi “sospettati” o “informati sui fatti” hanno avuto.

Non un capolavoro, ma un libro consigliato per passare un pomeriggio piacevole con una lettura breve e poco impegnativa.

2 stars smaller

Advertisements